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Anonimizza un file Excel prima che l'IA lo legga

· Scritto e aggiornato da Nonimo

Anonimizzare un file Excel da caricare in un’IA vuol dire togliere dal file, e non solo dallo schermo, i dati che identificano qualcuno. Un foglio di calcolo ne nasconde più di un documento di testo: righe e colonne nascoste, fogli interi nascosti, celle che sembrano vuote, commenti e note con il nome dell’autore, tabelle pivot che si portano dietro i dati di partenza, nomi dei fogli e collegamenti ad altre cartelle di lavoro. Chi apre il file legge tutto.

Questa guida li prende uno alla volta, con i menu di Excel in italiano e le avvertenze che Microsoft scrive nelle sue pagine di supporto, e chiude con otto passaggi da ripetere ogni volta.

Una nota di vocabolario. Sostituire i nomi con un codice tenendo da parte la tabella per risalire alle persone, per il regolamento europeo, è pseudonimizzazione e non anonimizzazione: la distinzione e le sue conseguenze stanno nella pagina che spiega perché i dati pseudonimizzati restano personali. In queste righe teniamo il verbo che si scrive nella ricerca, e ogni volta diciamo che cosa lascia davvero il file.

Anonimizzare un file Excel: che cosa contiene oltre alle celle che vedi

Un file .xlsx non è un’immagine della griglia. Si tratta di un archivio zip che contiene un file per ogni foglio e altri per il resto: l’elenco dei fogli con i loro nomi, i commenti, le copie dei dati delle tabelle pivot quando ci sono. Excel legge tutto e poi decide che cosa mostrarti: le righe segnate come nascoste non le disegna, il foglio nascosto non ha la sua linguetta in basso, la cella con il formato giusto appare bianca.

Il file, però, non sa che cosa vedi tu. Contiene i valori e basta.

Una prova con tre cose nascoste

Per vederlo abbiamo costruito un foglio di prova, con dati inventati. Il foglio visibile, Riepilogo, ha tre colonne: filiale, pratiche aperte, cliente. Aperto in Excel mostra una riga sola: Milano Nord, 14 pratiche, e una cella del cliente che sembra vuota.

In realtà in quella cella c’è un nome, reso invisibile con il formato personalizzato di tre punti e virgola. La riga di Bergamo, con 9 pratiche e un’altra cliente, è nascosta. E c’è un secondo foglio, Anagrafica, nascosto anch’esso, con nome, codice fiscale e cellulare di una terza persona.

Anonimizzare un file Excel: quello che mostra lo schermo e quello che contiene il file di prova A sinistra il foglio come appare in Excel: una sola riga, Milano Nord con 14 pratiche e la cella del cliente vuota, e una sola linguetta, Riepilogo. A destra il contenuto del file: il nome nella cella che sembrava vuota, la riga nascosta di Bergamo con 9 pratiche e il foglio nascosto Anagrafica con nome, codice fiscale e cellulare. sullo schermo Milano Nord · 14 · (vuota) riga di Bergamo: non si vede linguette: solo Riepilogo 3 dati nascosti, 0 visibili nel file Milano Nord · 14 · un nome Bergamo · 9 · un altro nome foglio Anagrafica: nome, codice fiscale e cellulare 3 dati nascosti, 3 presenti
Il foglio di prova, dati inventati: riga nascosta, cella con formato ;;; e foglio nascosto. Verifica fatta per questa guida il 28 settembre 2026

Poi abbiamo dato il file a un lettore di .xlsx, un programma che fa quello che fa chiunque apra il file senza Excel: ne estrae il testo. Questo è quello che ne è uscito, senza ritocchi:

Filiale	Pratiche aperte	Cliente
Milano Nord	14	Ernesto Pagliarulo
Bergamo	9	Giuditta Ferrandina
Cliente	Codice fiscale	Cellulare
Rosalba Tuccinardi	TCCRLB79B71A794H	+39 300 812 4406

Tre nomi su tre, un codice fiscale e un numero di cellulare. Sullo schermo, zero. Nessuno dei tre trucchi toglie qualcosa dal file.

Chi legge il file non guarda lo schermo

Un assistente che riceve un .xlsx non vede la finestra di Excel sul tuo computer. Riceve il file. Anthropic, nella pagina di aiuto sul caricamento dei file in Claude aggiornata il 23 luglio 2026, scrive che per caricare un file XLSX bisogna attivare l’esecuzione del codice: il foglio lo apre un programma, come il lettore della nostra prova.

Quello che il fornitore fa del file dopo averlo ricevuto dipende dal servizio e dal contratto: per Anthropic lo raccontiamo nella guida su come Claude tratta i dati, per OpenAI in quella sulla sicurezza di ChatGPT per i dati.

La regola che ne segue è semplice e regge il resto della guida. Non serve sapere quale programma aprirà il foglio né quali parti leggerà: se un dato sta dentro il .xlsx, bisogna eliminarlo da lì. Nascondere è una scelta di visualizzazione, e l’assistente non riceve la sua visualizzazione.

Righe, colonne e fogli nascosti restano nel file

Nascondere righe e colonne è il gesto più comune per preparare un foglio da mostrare. Si selezionano, clic destro, Nascondi. Microsoft lo descrive nella pagina su come visualizzare o nascondere righe o colonne, e dà anche l’indizio per trovarle: una doppia linea tra due intestazioni di colonna, o tra due numeri di riga, vuol dire che lì in mezzo c’è qualcosa di nascosto.

Il controllo si fa al contrario. Si seleziona tutto il foglio con il quadratino in alto a sinistra, clic destro sulle intestazioni delle righe, Scopri, e poi lo stesso sulle intestazioni delle colonne. Quello che compare si guarda con calma: se serve all’assistente resta, se non serve si elimina con Elimina, non con Nascondi.

I fogli funzionano allo stesso modo. Nella pagina su come nascondere o scoprire fogli di lavoro Microsoft scrive che i dati dei fogli nascosti non si vedono, ma altri fogli possono ancora farvi riferimento. Il percorso è Home, gruppo Celle, Formato, Nascondi & Scopri, Scopri: si apre una finestra con l’elenco dei fogli nascosti, e da lì si scelgono quelli da rimostrare.

Succede lo stesso con il rettangolo nero steso sopra un PDF, che lascia intatto il testo sotto, come mostra la nostra guida per oscurare i PDF: nascondere un foglio cambia quello che si vede e non quello che c’è.

Il foglio molto nascosto

C’è un livello in più, ed è quello che sfugge anche a chi controlla. Un foglio può essere nascosto con una macro, con una proprietà che Microsoft chiama xlSheetVeryHidden. La stessa pagina di supporto lo dice in una nota: il comando Scopri non mostra questi fogli. E nella documentazione tecnica sulla costante xlVeryHidden si legge che, in quel caso, l’unico modo per rendere di nuovo visibile il foglio è un’altra macro.

Nella nostra prova abbiamo ripetuto il test con un foglio molto nascosto e una colonna nascosta. Il lettore di file li ha restituiti tutti e due, con il nome e il codice fiscale dentro, esattamente come il foglio nascosto normale. Per un programma che apre il file, la differenza fra nascosto e molto nascosto non esiste.

Il gesto che risolve senza macro è un altro, e torna nella sequenza finale: copiare i soli valori che servono in una cartella di lavoro nuova. Una cartella appena creata non ha fogli che non ci abbia messo tu.

Il formato ;;; e il valore nella barra della formula

Il terzo trucco è il più sottile. Con un formato numerico personalizzato fatto di tre punti e virgola, la cella appare vuota. Microsoft lo spiega nella pagina su come nascondere o visualizzare i valori delle celle, con un esempio che conosce chiunque lavori in ufficio: gli stipendi dei dipendenti, da non far vedere al collega che passa accanto alla scrivania.

La stessa pagina aggiunge il dettaglio che conta qui: anche se le celle sembrano vuote, i loro valori restano nella barra della formula. Nel file di prova la cella del cliente di Milano Nord era così, ed è uscita dal lettore con il nome per intero.

Per trovarle non c’è un segnale sulla griglia. Il modo più rapido è selezionare le colonne sospette e, dalla scheda Home, aprire Formato numero e scegliere la categoria Generale, che la stessa pagina indica per tornare al formato predefinito: se compare un testo, era lì.

Commenti e note nelle celle, con la firma di chi li scrive

Excel ha due strumenti per scrivere accanto a una cella, e nelle versioni recenti hanno cambiato nome. Nella pagina sulla differenza tra commenti in thread e note Microsoft spiega che le note sono quelle che una volta si chiamavano commenti, senza casella per rispondere, mentre i commenti di oggi sono conversazioni a più voci.

Tutti e due sono il posto dove si scrive senza filtri. Nella colonna c’è il codice cliente, nella nota c’è «sentire Tuccinardi, dice che paga a fine mese». E tutti e due portano la firma dell’autore: nella pagina su Controllo documento Microsoft avverte che commenti e annotazioni possono far vedere ad altri chi ha lavorato alla cartella di lavoro e che cosa ha scritto.

C’è poi un’abitudine che inganna. Un thread di commenti si può segnare come risolto, e la parola fa pensare che sia chiuso e archiviato. Microsoft scrive il contrario: il commento resta visibile, solo che non si può più rispondere. Nel file c’è ancora tutto, compresa la firma. Anche in Word un thread risolto resta nel documento finché qualcuno non lo elimina.

Toglierli senza perdere quello che serve

Si eliminano dalla cella: clic destro, Elimina commento oppure Elimina nota, come indica la pagina su come inserire commenti e note in Excel. Per i commenti c’è anche il riquadro Commenti, che secondo la stessa pagina li elenca foglio per foglio e permette di passare agli altri fogli.

Se una nota contiene proprio l’informazione che vuoi chiedere all’assistente, copiala in una colonna del foglio, togli il nome come per il resto e poi elimina la nota. L’informazione rimane, l’autore no. Il ragionamento vale anche per un testo, e nella guida al file Word con revisioni e commenti c’è la procedura passo per passo.

Il nome della scheda del foglio e l’intestazione di stampa

Negli uffici i fogli si chiamano come la persona a cui si riferiscono. «Tuccinardi 2025», «Pratica Pagliarulo», «Ferrandina dal 3 marzo». Il nome della scheda è testo come un altro, scritto nell’elenco dei fogli che ogni programma consulta per aprire il file.

Si cambia con un doppio clic sulla linguetta in basso, o con clic destro, Rinomina. Un nome neutro basta: Foglio1, Solleciti, Riepilogo. Lo stesso controllo va fatto sui nomi definiti, quelli che si danno a un intervallo di celle, perché anche lì capita di trovare il cognome del cliente usato come etichetta.

Poi c’è l’intestazione di stampa. Ogni foglio può avere un’intestazione e un piè di pagina che compaiono solo in anteprima di stampa o nel layout di pagina, e che quindi nessuno guarda mentre lavora sulle celle. Negli studi che stampano i prospetti per il cliente, lì finiscono la ragione sociale, il nome del file, a volte il nome del destinatario.

Dove guardare, in pratica

Punto del fileDove si trovaDa cercare
Linguette dei fogliin basso, doppio clic per rinominarecognomi, ragioni sociali, numeri di pratica
Nomi definitiFormule, Gestione nomiintervalli chiamati con il nome del cliente
Intestazione e piè di paginaVisualizza, Layout di paginadestinatario, percorso del file, riferimenti
Proprietà del fileFile, Informazioniautore, ultimo salvataggio, titolo

Fonte: menu di Excel per Windows in italiano; proprietà e intestazioni sono tra gli elementi che Controllo documento individua ed elimina.

Autore, data dell’ultimo salvataggio e altre proprietà sono metadati: la guida sulle proprietà nascoste di Word e PDF li tratta per esteso, e in Excel vale lo stesso principio, con Controllo documento che li toglie insieme al resto.

Tabelle pivot, grafici e collegamenti: le copie dei dati che non si vedono

Qui il foglio smette di essere quello che sembra. Una tabella pivot può mostrare dieci righe di totali, ma per calcolarli Excel tiene una copia dei dati di partenza, la cache. Se il riepilogo per provincia è stato fatto sull’elenco completo dei clienti, nel file può viaggiare l’elenco completo.

Nella pagina sulle opzioni delle tabelle pivot Microsoft descrive la casella Salva dati di origine con il file, e subito sotto aggiunge una nota da tenere a mente: questa impostazione non deve essere usata per gestire la privacy dei dati. Tradotto per chi prepara un foglio da dare all’IA: togliere la spunta non è la misura giusta.

Anonimizzare un file Excel con una tabella pivot: il riepilogo visibile e la cache salvata nel file A sinistra la tabella pivot che si vede, con i totali per provincia e nessun nome. A destra la cache salvata nel file, con l'elenco riga per riga da cui vengono i totali, nomi compresi. Una freccia indica che Mostra dettagli riapre quell'elenco con un doppio clic. tabella pivot visibile totali per provincia nessun nome sullo schermo cache nel file l'elenco riga per riga con i nomi dei clienti Mostra dettagli la riapre
Che cosa mostra una tabella pivot e che cosa può conservare nel file. Schema di questa guida, dalla pagina Microsoft sulle opzioni delle tabelle pivot

C’è poi l’opzione Abilita Mostra dettagli. Quando è attiva, un doppio clic su un totale apre un foglio nuovo con le righe da cui quel totale viene. È comodo per chi analizza, ed è la dimostrazione più rapida che la tabella pivot porta con sé il dettaglio.

Grafici e collegamenti esterni

I grafici hanno lo stesso comportamento in piccolo. Un grafico disegna delle barre, ma dietro ci sono le celle da cui prende i numeri, e spesso le etichette sono i nomi dei clienti. Se il grafico finisce in un foglio da caricare, i nomi delle serie vanno controllati come le celle.

I collegamenti esterni sono l’ultima copia nascosta. Una formula che prende un valore da un’altra cartella di lavoro si porta dietro il nome di quel file e del suo foglio. Nella pagina su come trovare i collegamenti a una cartella di lavoro Microsoft indica il percorso Dati, Query e connessioni, Collegamenti cartella di lavoro, e il comando Interrompi collegamento, che trasforma le formule nel loro valore corrente. È un’azione che non si annulla: si fa sul duplicato.

Per tutto questo la soluzione è la stessa. Se all’assistente serve il riepilogo, gli si passano i numeri del riepilogo come valori, non la tabella pivot, non il grafico e non la formula collegata. Chi lavora con i fogli dei clienti, come negli studi dei commercialisti, spesso ha già un prospetto di sintesi pronto: è quello il foglio da caricare.

Controllo documento in Excel: che cosa trova e che cosa non toglie

Excel ha uno strumento che fa gran parte di questo lavoro, ed è lo stesso che si usa in Word prima di condividere un documento. Sul duplicato della cartella di lavoro si va in File, Informazioni, Verifica della presenza di problemi, Controlla documento. Si scelgono le categorie da controllare, si preme Ispeziona e accanto a ogni risultato compare Rimuovi tutto.

La pagina di Microsoft su Controllo documento è più lunga per Excel che per gli altri programmi, e divide gli elementi in due gruppi: quelli che trova e toglie, e quelli che trova e lascia al suo posto, perché toglierli potrebbe rompere la cartella di lavoro.

ElementoControllo documentoChe cosa fare
Commenti e annotazionitrova e rimuovecopiare prima quello che serve
Proprietà, nome utentetrova e rimuovenessuna azione in più
Intestazioni e piè di paginatrova e rimuovenessuna azione in più
Righe, colonne e fogli nascostitrova e rimuovescoprirli e guardarli prima
Tabelle pivot e grafici pivottrova, non rimuovepassare i valori del riepilogo
Collegamenti esternitrova, non rimuoveInterrompi collegamento
Nomi nascosti, filtri, scenaritrova, non rimuovecopiare i valori in una cartella nuova

Fonte: Microsoft, Controllo documento; colonna di destra, indicazione di questa guida.

Le due avvertenze da leggere prima di premere Rimuovi tutto

La prima riguarda i calcoli. Se le righe, le colonne o i fogli nascosti contengono dati, scrive Microsoft, eliminarli può cambiare il risultato delle formule della cartella di lavoro. Un totale che sommava anche la riga nascosta darà un numero diverso. Per questo la stessa pagina consiglia, se non sai che cosa c’è nelle parti nascoste, di chiudere lo strumento, scoprirle e guardarle.

La seconda riguarda le tabelle. Le righe e le colonne nascoste che fanno parte dell’intestazione di una tabella, di un elenco o di una tabella pivot non vengono rimosse: vengono scoperte. Dopo Rimuovi tutto, quindi, possono comparire righe che prima non vedevi. E ciò che lo strumento elimina, avverte Microsoft, può non tornare indietro con Annulla: per questo si lavora sempre sul duplicato.

Sostituire i nomi con un codice e tenere la tabella a parte

Dopo aver tolto quello che non serve, restano le colonne che servono ma identificano: il nome del cliente in una tabella di solleciti, il codice fiscale in un elenco di pratiche. Se all’assistente serve sapere che due righe sono della stessa persona, ma non chi è, il nome si sostituisce con un codice.

Il modo più pratico in Excel usa una tabella di corrispondenza. In un foglio a parte si mette l’elenco dei nomi, uno per riga, e accanto un codice: C001, C002, C003. Nel foglio da caricare si aggiunge una colonna con CERCA.VERT, che per ogni riga cerca il nome nell’elenco e restituisce il codice. Poi la colonna con i nomi si elimina.

Un esempio italiano e reale si trova nel parere del Garante del 21 dicembre 2023 su due studi dell’AOU Careggi di Firenze. Per uno dei due l’azienda descrive così il metodo: dal foglio Excel si eliminano i riferimenti anagrafici e il numero di cartella clinica, a ogni paziente si associa un codice alfanumerico, e la corrispondenza fra codice e anagrafica si registra in un documento a parte. Il parere chiama il risultato con il suo nome: dati pseudonimizzati.

Anonimizzare un file Excel con un codice: il foglio da caricare e la tabella dei codici in due file separati A sinistra il foglio da caricare, con le colonne codice, importo ed esito e nessun nome. A destra, in un file separato che resta sul computer, la tabella di corrispondenza con le colonne codice e nome. In mezzo una linea interrotta: i due file non viaggiano insieme. file da caricare codice · importo · esito C001 · importo · esito C002 · importo · esito nessun nome, nessuna formula tabella dei codici codice · nome C001 · il nome vero C002 · il nome vero resta sul computer, in un altro file
Il metodo in due file: il foglio con i codici esce, la tabella dei codici no. Schema di questa guida, dati inventati

La definizione del regolamento europeo, che il Garante riporta nella sua pagina sulla pseudonimizzazione, mette la condizione proprio lì: le informazioni che servono per risalire alla persona devono essere conservate separatamente. Nello stesso parere, per uno dei due studi, i due fogli, quello con i dati e quello con la chiave, stanno su due computer diversi.

Da formula a valore, prima di chiudere il file

C’è un errore che rende inutile tutto il lavoro, e si fa in buona fede. Finché la colonna dei codici è fatta di formule CERCA.VERT, il foglio dipende dalla tabella dei nomi. Se la tabella sta in un altro foglio dello stesso file, i nomi viaggiano con il file; se sta in un’altra cartella di lavoro, il file si porta dietro un collegamento esterno con il suo percorso.

La soluzione è trasformare le formule in valori. Microsoft la descrive nella pagina su come sostituire una formula con il relativo risultato: si seleziona la colonna, Copia, Incolla, e dalle Opzioni Incolla si sceglie Solo valori. Excel toglie le formule definitivamente, avverte la stessa pagina, e per questo va fatto sul duplicato.

Solo dopo si sposta la tabella dei codici in un file suo, che resta sul computer. Se l’assistente risponde parlando di C002, sei tu a sapere chi è. E proprio perché tu puoi saperlo, quel foglio resta un insieme di dati personali, come spiega la guida che risponde alla domanda se i dati pseudonimizzati siano dati personali.

Data di nascita, CAP e mansione: tre colonne che bastano

Tolti nomi e codici fiscali, un foglio può ancora dire chi è una persona. Succede quando restano colonne che, prese una per una, sembrano innocue: il codice postale, il giorno in cui si è nati, il sesso, la mansione, la sede di lavoro.

Per fare un esempio, in un foglio del personale di un’azienda di trenta dipendenti la riga con data di nascita, CAP di residenza e ruolo di responsabile amministrativa è con ogni probabilità una persona sola, e chi la conosce la riconosce.

È un punto che il Garante ha messo per iscritto già nel 2014, nelle linee guida sulla trasparenza sul web del 15 maggio di quell’anno. In alcuni contesti, come i gruppi di poche persone, possono bastare da soli per risalire a qualcuno il sesso e l’età, il codice postale, dove si abita o si lavora, un recapito telefonico. Un foglio Excel di uno studio o di una piccola azienda è spesso un gruppo ridotto.

Generalizzare invece di cancellare

La risposta non è sempre cancellare. Spesso all’assistente serve l’informazione, ma meno precisa. Excel ha le funzioni per ricavarla prima di eliminare la colonna originale: dalla data di nascita si ricava l’anno, o la fascia di età; dal CAP si ricava la provincia; la mansione si raggruppa in tre o quattro categorie.

ColonnaChe cosa lasciareCome ricavarlo in Excel
Data di nascitaanno o fascia di etàANNO, poi una colonna di fasce
CAP di residenzaprovincia o regioneuna tabella CAP e provincia con CERCA.VERT
Mansionecategoria genericauna tabella di raggruppamento
Sede di lavoroarea geograficauna tabella di raggruppamento

Fonte: colonne a rischio dalle linee guida del Garante n. 243 del 2014; soluzioni, indicazione di questa guida.

Anche qui, prima di eliminare la colonna d’origine, quella ricavata va fissata come valori. L’elenco completo, con codice fiscale, tessera sanitaria, PEC e gli altri identificativi italiani, è raccolto nella lista dei dati da togliere da un documento. Se il foglio contiene dati sanitari, per esempio un elenco di pazienti, le regole si stringono: le trovi nella guida alle categorie particolari di dati.

Anonimizzare un file Excel in otto passaggi

Seguire un ordine serve, perché certi gesti fatti troppo presto rovinano quelli successivi. Se elimini le righe nascoste prima di guardarle, rischi di buttare via la riga che ti occorreva. Se sposti la tabella dei codici prima di trasformare le formule in valori, i codici diventano errori. Se avvii Controllo documento prima di aver scoperto i fogli, rimuovi senza sapere che cosa.

Per anonimizzare un file Excel di studio o d’ufficio, questo è l’ordine che regge:

  1. Con File, Salva con nome, crea un duplicato e chiudi il file originale: da qui in avanti si lavora solo sul duplicato.
  2. Scopri righe, colonne e fogli nascosti, riporta alla categoria Generale le colonne sospette e guarda che cosa compare.
  3. Elimina le righe, le colonne e i fogli che all’assistente non servono. Eliminare, non nascondere.
  4. Apri il riquadro Commenti, copia nelle celle quello che serve ancora, ed elimina commenti e note.
  5. Rinomina i fogli e i nomi definiti che contengono un nome, e svuota intestazione e piè di pagina.
  6. Sostituisci i nomi con un codice tramite CERCA.VERT, generalizza date di nascita e codici postali, e trasforma tutto in valori con Solo valori.
  7. Copia i soli valori che servono in una cartella di lavoro nuova, lasciando indietro tabelle pivot, grafici, collegamenti e fogli molto nascosti.
  8. Lancia Controllo documento sulla cartella nuova e rimuovi quello che trova, poi sposta la tabella dei codici in un file separato.

La prima volta richiede una ventina di minuti per foglio, poi meno. Quando in studio la fanno in tanti, è meglio che l’ordine sia messo per iscritto e che tutti usino lo stesso: si può partire dallo schema di regole interne sull’uso dell’IA.

L’ultima prova, prima di caricare

L’ultimo controllo è guardare il file come lo guarderà un programma. Salva la cartella nuova, riaprila e premi CTRL+F: in Opzioni, alla voce Dentro, scegli Cartella di lavoro invece di Foglio, e con Trova tutto cerca tutti i cognomi e i codici fiscali presenti nella tabella dei codici. Devono uscire zero risultati.

Un’ultima cosa: il foglio è soltanto il primo messaggio della conversazione. Più tardi verrà la tentazione di incollare una riga dell’elenco originale per una domanda al volo, e quella riga merita lo stesso trattamento del file prima di partire. Il discorso, per PDF, foto e documenti di ogni tipo, è nella guida agli allegati caricati nelle chat.

Nonimo con un foglio Excel: che cosa esce

Nonimo lavora sul testo. Seleziona il file Excel nel Finder, sul Mac, o in Esplora file, su Windows, e premi il tasto di Nonimo: negli appunti ti arriva il testo del foglio, in cui i dati hanno lasciato il posto a etichette come [PERSONA_1], ed è quello che incolli nell’assistente. Alla risposta fai il gesto inverso: la copi, premi di nuovo il tasto e le etichette ridiventano i nomi.

Con il tasto da un Excel porti via il testo. Se invece trascini il file nella finestra di Nonimo, si apre un’anteprima del testo coperto e da lì puoi scaricare lo stesso Excel, con i dati coperti. Le righe nascoste finiscono nel testo come le altre, e di ogni cella viene preso il valore che Excel ha salvato, non la formula. Un vecchio .xls lo salvi come .xlsx e Nonimo lo apre subito. Che cosa resta sul computer lo dice la pagina sulla sicurezza.

Qui sotto un foglio di solleciti inventato, con la riga di Ernesto Pagliarulo nascosta e il totale calcolato da una formula, e il risultato con Nonimo: prima il testo che il file contiene, poi quello che arriva negli appunti.

Cliente	Codice fiscale	Cellulare	Email	Importo	Esito
Rosalba Tuccinardi	TCCRLB79B71A794H			1240	sollecito inviato
Ernesto Pagliarulo		+39 300 812 4406		380	da richiamare
Giuditta Ferrandina			g.ferrandina@example.com	850	attende il bonifico
				2470	totale delle tre posizioni
Cliente	Codice fiscale	Cellulare	Email	Importo	Esito
[PERSONA_1]	[RIFERIMENTO_1]			1240	sollecito inviato
[PERSONA_2]		[TELEFONO_1]		380	da richiamare
[PERSONA_3]			[EMAIL_1]	850	attende il bonifico
				2470	totale delle tre posizioni

Importi ed esiti non cambiano: sono proprio le informazioni che servono all’assistente per rispondere.

Fonti

Nonimo è il software che lo fa sul tuo computer: maschera i nomi dei clienti e i codici prima che il testo arrivi a ChatGPT. Senza account, e con l’app i dati dei tuoi clienti non escono dal tuo computer.

Domande frequenti

Come anonimizzare un file Excel da dare a un'IA?

Si prepara un duplicato e si comincia da ciò che il foglio non mostra: righe, colonne e fogli nascosti da scoprire, commenti e note da cancellare, schede da rinominare, tabelle pivot e collegamenti da trasformare in valori. Poi i nomi diventano codici e per ultimo si passa Controllo documento, che Microsoft raccomanda di lanciare sul duplicato perché quello che toglie può non tornare. Con Nonimo, alla fine, ottieni il testo del foglio con i dati coperti.

Una colonna nascosta in Excel resta nel file?

Sì. Nascondere una colonna cambia solo il modo in cui Excel la mostra, non il suo contenuto: i valori restano nelle celle e chiunque apra il file può scoprirla. Nel test fatto per questa guida il lettore di file ha restituito una riga nascosta, una cella resa invisibile con il formato ;;; e un foglio nascosto. Prima di caricare il foglio, la colonna che non serve va eliminata, non nascosta.

Excel può eliminare da solo righe e fogli nascosti?

Sì: lo fa Controllo documento, che in Excel per Windows si apre da File, Informazioni, Verifica della presenza di problemi. Microsoft avverte però che, se righe, colonne o fogli nascosti contengono dati, i risultati delle formule possono cambiare, e che le righe dentro una tabella pivot vengono scoperte invece che rimosse. Per questo conviene scoprirli prima, guardarli e decidere a mano che cosa tenere.

Che cos'è un foglio molto nascosto e come si trova?

È un foglio nascosto con una macro, con la proprietà che Microsoft chiama xlSheetVeryHidden. Il comando Scopri non lo elenca, e secondo Microsoft l'unico modo per rimostrarlo è un'altra macro. Se ricevi cartelle di lavoro con macro scritte da altri, il gesto più sicuro è copiare i soli valori che servono in una cartella di lavoro nuova, che nasce senza fogli nascosti.

Una tabella pivot conserva una copia dei dati di origine?

Può conservarla. Tra le opzioni della tabella pivot c'è Salva dati di origine con il file, e Microsoft scrive che questa impostazione non deve essere usata per gestire la privacy dei dati. Con Mostra dettagli attivo, un doppio clic su un totale apre un foglio nuovo con le righe di partenza. Se all'assistente serve il riepilogo, gli si passano i valori, non la tabella pivot.

Una nota in una cella di Excel porta il nome dell'autore?

Di solito sì. Commenti e note portano la firma di chi li ha inseriti, e Microsoft ricorda che queste informazioni possono far vedere ad altri chi ha lavorato alla cartella di lavoro. Un commento segnato come risolto resta visibile. Prima di caricare il foglio si eliminano con il clic destro sulla cella, Elimina commento o Elimina nota, dopo aver copiato nelle celle quello che serve ancora.

Si può lasciare la data di nascita in un foglio da dare all'IA?

Conviene di no, se non serve al compito. Secondo le linee guida che il Garante ha pubblicato nel 2014, in gruppi piccoli pochi dati come data di nascita, sesso, codice postale o luogo di lavoro possono bastare a individuare una persona. Nella maggior parte dei casi all'assistente basta l'età in fasce o l'anno, e quella colonna si ricava con una formula prima di cancellare l'originale.

Con CERCA.VERT si possono sostituire i nomi con un codice?

Sì, ed è il modo più comodo: una tabella a due colonne, nome e codice, e una formula che per ogni riga mette il codice al posto del nome. Poi le formule si trasformano in valori con Incolla, Solo valori, e la tabella dei codici si sposta in un altro file. Finché la formula resta, il foglio dipende dalla tabella e la tabella viaggia con lui.

Nonimo legge anche le righe nascoste di un Excel?

Sì. Selezionando un .xlsx e premendo il tasto di Nonimo, le righe nascoste finiscono nel testo come le altre, e di ogni cella viene preso il valore che Excel ha salvato, non la formula. Quello che torna negli appunti è testo con i dati coperti da etichette. Se invece trascini il file nella finestra di Nonimo, si apre un'anteprima e da lì puoi scaricare lo stesso Excel con i dati coperti. Un .xls va prima salvato come .xlsx.