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Intelligenza artificiale per i notai: i codici delle parti non escono dallo studio

L'intelligenza artificiale per i notai può aiutare su una bozza, ma la bozza porta addosso i dati delle parti, e dal 10 ottobre 2025 la legge sull'IA li ammette nelle professioni intellettuali solo come supporto, da comunicare al cliente. Nonimo gira sulla macchina dello studio: premuto il tasto, copre codice fiscale e data di nascita dei comparenti, repertorio e raccolta, prima che la bozza arrivi all'assistente.

Mac con chip Apple (Apple Silicon) e macOS 14 o successivo · Windows 10 o successivo, 64 bit (x64) · meno di 2 MB.

Intelligenza artificiale per i notai con Nonimo: la bozza di una compravendita inventata dopo il tasto, con repertorio, raccolta, data di nascita e codice fiscale della parte sostituiti da etichette
L'applicazione per Mac, Nonimo 0.2.8, subito dopo il tasto, sulla bozza inventata riportata più avanti: misurata il 25 settembre 2026, con le etichette in italiano.

Intelligenza artificiale per i notai: che cosa c’è nella bozza

Compravendita, mutuo, procura, atto costitutivo di una società: in ogni bozza i dati dei comparenti tornano pagina dopo pagina. Il codice fiscale di ciascuno, la data e il luogo di nascita, lo stato civile e il regime patrimoniale, la partita IVA della società, l’IBAN su cui passa il prezzo. Sono le righe che fanno di un testo un atto, e sono anche quelle che identificano chi lo firma.

Poi viene l’immobile, con i dati presi dalla visura: foglio, mappale, subalterno. E in testa all’atto, il numero di repertorio e quello di raccolta. Chi chiede all’assistente di rivedere una clausola, di controllare che le premesse tornino o di riscrivere la descrizione del bene gli passa il testo intero, perché isolare quelle righe a mano è proprio la fatica che voleva togliersi.

Parlare di intelligenza artificiale per i notai vuol dire quindi parlare di questa bozza, più che del modello di turno. Nonimo interviene sul testo selezionato, sulla macchina del notaio o del collaboratore, appena prima che parta. E se la bozza è un file, basta rilasciarlo nella finestra di Nonimo: accanto all’originale ne resta una copia mascherata, e un Word resta un Word. Quando invece in studio si allegano file interi, conviene leggere come si prepara un documento.

IA nello studio notarile: che cosa copre il tasto

Nonimo lavora dentro la macchina dello studio, e i dati delle parti da lì non si muovono. Premuto il tasto, li sostituisce con etichette numerate e ti lascia vedere ognuna, con la spiegazione di fianco. Se all’assistente un dato serviva davvero, un clic lo riporta com’era, e decidi tu quando la bozza parte.

In una bozza d’atto vengono coperti a vista il codice fiscale delle parti, la data di nascita quando la introduce «nato il» o «nata il», la partita IVA preceduta dalla sua dicitura, i riferimenti di pratica o di protocollo e i numeri che seguono le parole «Repertorio» e «Raccolta». Nella versione che parte ognuno diventa un segnaposto con un numero progressivo, e il codice vero non compare da nessuna parte.

Foglio, mappale e subalterno sono un caso a parte: presi uno per uno sono numeri corti, come quelli di una pagina o di un allegato, e vanno riconosciuti come blocco. Per questo hanno una categoria propria, che arriva con la versione successiva alla 0.2.8. All’assistente, per descrivere il bene, bastano le parole, non i dati di censimento. La pagina sicurezza dice che cosa lascia il computer e che cosa no.

Prima: il testo incollato

Bozza di compravendita

Repertorio n. 000000 Raccolta n. 00000

La parte venditrice, nata il 31/02/1900,
codice fiscale XXXXXX00B71Z000X,
vende alla parte acquirente, che accetta e acquista,
la piena proprietà dell'immobile descritto nell'allegato «A».

Dopo: quello che riceve l’IA

Bozza di compravendita

Repertorio n. [RIFERIMENTO_1] Raccolta n. [RIFERIMENTO_2]

La parte venditrice, nata il [DATA_NASCITA_1],
codice fiscale [RIFERIMENTO_3],
vende alla parte acquirente, che accetta e acquista,
la piena proprietà dell'immobile descritto nell'allegato «A».
Uscita vera di Nonimo 0.2.8 per Mac, misurata il 25 settembre 2026, con le etichette in italiano. La bozza è inventata e non riguarda nessuno: il 31 febbraio non esiste, e il codice fiscale porta scritta la stessa data (B è febbraio, 71 è il giorno 31 di una donna). E i numeri di repertorio e di raccolta sono solo zeri, messi lì per l'esempio.

Intelligenza artificiale per i notai: che cosa dice la legge

Del Consiglio Nazionale del Notariato non abbiamo trovato una sua guida sull’IA generativa, e allora qui non lo tiriamo in ballo: ci appoggiamo alla legge, che per il segreto vale per te come per ogni professione. Il codice penale, all’articolo 622, riguarda chi viene a sapere un segreto per il proprio ufficio o la propria professione e lo rivela senza giusta causa.

La pena in denaro è modesta, ma il fatto è penale e il delitto si persegue a querela: a muoversi è la persona offesa, cioè la parte che ti ha affidato i suoi dati. Nonimo agisce un passo prima di tutto questo, perché il codice fiscale sostituito sulla tua macchina al fornitore dell’assistente non arriva, e quello che non arriva non si può rivelare.

Dal 10 ottobre 2025 c’è poi la legge n. 132 del 2025, che all’articolo 13 ammette questi sistemi nelle professioni intellettuali per «attività strumentali e di supporto» e chiede di comunicare al destinatario quali si usano. Quando la parte domanda dove siano finiti i suoi dati, la risposta tecnica esiste. I due testi, per esteso, stanno nella guida su che cosa chiedono davvero le due norme.

Intelligenza artificiale per il notaio: costo e installazione

Per usarlo servono Windows 10 o 11, oppure un Mac Apple Silicon aggiornato a macOS 14 o a una versione più recente. Nonimo ha un piano gratuito con un tetto di parole ogni mese. Per toglierlo basta lasciare una email nella pagina della licenza: arriva una licenza gratuita che vale fino al 31 gennaio 2027, senza aprire nessun account.

Un prezzo per lo studio notarile non è pubblicato. Chi prepara la bozza installa il programma sulla propria postazione e lo usa da sé. Per tutto lo studio l’IT distribuisce via policy l’estensione del browser, e il notaio vede nel pannello i conteggi per categoria, mai il testo. Il tasto funziona con ChatGPT, Claude, Copilot e con gli altri assistenti aperti in una pagina.

Nonimo non conserva quello che ha coperto: lo vedi a schermo mentre incolli, e lì finisce. Se rilasci un documento nella sua finestra, la copia mascherata che ne esce la tieni tu, accanto all’originale, sul tuo computer. Di quello che scrivi noi non riceviamo una riga, e nemmeno i termini che aggiungi tu. L’invio resta un gesto tuo: Nonimo prepara la versione con le etichette, e sei tu a decidere quando incollarla nell’assistente e a che cosa chiedergli di lavorare.

  • Gratuito oggi, su Mac e Windows
  • Con un limite mensile di parole
  • La licenza gratuita lo toglie fino al 31 gennaio 2027, senza account

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Il dettaglio tecnico è nella pagina Sicurezza.

Le domande di uno studio notarile

Il notaio può usare ChatGPT per preparare un atto?

Può usarlo come supporto, non al posto del proprio lavoro. La legge n. 132 del 2025 ammette questi sistemi nelle professioni intellettuali per «attività strumentali e di supporto» e chiede di dire al cliente quali si adoperano, mentre il codice penale presidia il segreto all'articolo 622. Nonimo copre i codici dei comparenti sul computer dello studio, prima che la bozza parta.

Foglio, mappale e subalterno vengono coperti?

Sì, dalla versione che segue la 0.2.8: gli estremi catastali hanno una categoria propria, che riconosce il blocco di foglio e mappale, con il subalterno quando c'è, e non un numero isolato, che da solo può essere una pagina o un articolo. L'esempio qui sopra è misurato sulla 0.2.8, e per questo rinvia l'immobile all'allegato. La versione che parte, comunque, la rileggi sempre tu prima di inviarla all'assistente.

Esiste una guida del Consiglio Nazionale del Notariato sull'IA?

Noi non l'abbiamo trovata, al 21 settembre 2026, e questo non vuol dire che non ci sia. Per non attribuire al tuo Consiglio frasi che non abbiamo letto, qui ci appoggiamo a due norme generali: l'articolo 622 c.p. sul segreto e la legge n. 132 del 2025 sulle professioni intellettuali. Nonimo si occupa della parte tecnica.

La bozza passa dai vostri server?

No. Riconoscimento e sostituzione avvengono in locale, sulla macchina su cui Nonimo gira, e del contenuto dell'atto a noi non arriva nulla. Ogni giorno viene mandato soltanto un contatore: le parole consumate, la versione del programma, la piattaforma e il numero d'installazione, senza un interruttore per fermarlo. L'elenco dei campi, e il perché di ognuno, sta nella pagina sicurezza.

E i nomi dei comparenti?

Sì, li cerca dal contesto in cui compaiono: le formule che annunciano un nome e il posto che il nome occupa nella frase, e lo stesso vale per le ragioni sociali delle società. Quelli che trova restano segnalati, con la spiegazione di fianco, e puoi rimetterli con un clic se all'assistente servivano per capire chi fa che cosa nell'atto.

Lo può usare il collaboratore che prepara la bozza?

Sì, installandolo sulla sua postazione, e funziona per lui come per te. I testi dei collaboratori restano sulle loro postazioni: nel pannello dello studio, se c'è, il notaio vede solo conteggi per categoria. Se lo studio lo vuole distribuito da un unico punto, l'IT installa l'estensione via policy e ci scrive a hello@nonimo.ai; altrimenti ognuno scarica il programma e chiede la propria chiave dalla pagina della licenza.