Intelligenza artificiale nello studio legale: che cosa c’è nell’atto
In uno studio legale l’assistente non riceve quasi mai una domanda astratta. Riceve l’atto di citazione da riassumere per il cliente, la comparsa di risposta da cui ricavare lo scheletro della replica, la memoria che il giudice vorrebbe più corta, la mail concitata dell’assistito da rimettere in ordine prima dell’udienza. È lavoro vero, e per farlo si incolla il testo così com’è.
Quel testo porta con sé tutto ciò che identifica le parti: il codice fiscale dell’attore e del convenuto, la partita IVA della società avversaria, la data di nascita nell’epigrafe, il numero di ruolo generale, il riferimento interno della pratica, l’IBAN su cui si chiede il pagamento. All’assistente niente di tutto questo serve per ragionare sulla domanda; a chiunque altro basta per sapere di chi parli.
Chi valuta l’intelligenza artificiale per gli studi legali, o un ChatGPT per avvocati, mette a confronto i modelli, mentre il rischio per il segreto sta nel testo incollato, qualunque modello lo legga. Per questo Nonimo agisce sul testo che selezioni, un attimo prima dell’invio. Se invece carichi il file intero, puoi rilasciarlo prima nella finestra di Nonimo, che ti lascia accanto all’originale una copia mascherata (e un Word resta un Word); e guarda anche che cosa lasciare fuori da un file.
IA per gli avvocati: che cosa arriva alla chat dopo il tasto
Selezioni il passaggio dell’atto e premi un tasto. Nonimo legge quel testo sul computer dello studio e sostituisce gli identificativi con etichette numerate prima che parta: alla chat arriva l’atto con le etichette, mentre i dati dell’assistito restano sulla macchina. Ogni sostituzione te la mostra coperta, con il motivo accanto, e un clic la rimette com’era se all’assistente serviva.
Nell’atto questo vale per il codice fiscale, per la data di nascita introdotta da «nato il», per la partita IVA e per il numero di ruolo preceduti dalla loro dicitura, e per il riferimento interno della pratica. Alla chat arrivano come segnaposto numerati, e i codici veri restano sul tuo computer. Il testo che parte lo rileggi tu, con le etichette al loro posto.
Nell’esempio qui sotto, un atto inventato, vedi che cosa arriva alla chat dopo il tasto: il numero di ruolo generale e quello della pratica diventano riferimenti numerati, la data di nascita un segnaposto, il codice fiscale un altro. La domanda di condanna resta com’era, perché è quella su cui l’assistente deve lavorare. Che cosa esce dal computer, e che cosa no, è spiegato nella pagina sicurezza.
Prima: il testo incollato
ATTO DI CITAZIONE Ruolo generale n. 00000/0000 Pratica n. 0000/00 L'attore, nato il 31/02/1900, codice fiscale XXXXXX99Z99X999X, chiede la condanna della convenuta al pagamento.
Dopo: quello che riceve l’IA
ATTO DI CITAZIONE Ruolo generale n. [RIFERIMENTO_1] Pratica n. [RIFERIMENTO_2] L'attore, nato il [DATA_NASCITA_1], codice fiscale [RIFERIMENTO_3], chiede la condanna della convenuta al pagamento.
Che cosa chiede la Guida del CCBE sull’IA in studio legale
Il documento a cui guardano oggi gli Ordini è la Guida del CCBE sull’uso dell’IA generativa da parte degli avvocati, del 2 ottobre 2025. La versione italiana è una traduzione informale dell’Ufficio di Rappresentanza del CNF a Bruxelles; il CNF l’ha fatta circolare agli Ordini nel novembre 2025 e i COA la ripubblicano, da Milano a Genova a Cremona.
Nel paragrafo sulla riservatezza la Guida chiede di non inserire dati riferibili ai clienti nell’interfaccia di uno strumento di GenAI, salvo garanzie adeguate, e poi le elenca a titolo di esempio: obblighi contrattuali per il fornitore, un accordo di protezione dei dati, misure tecniche di sicurezza adeguate, sistemi configurati perché operino in locale o in ambienti controllati dallo studio legale.
Nonimo è una misura tecnica e lavora in locale: gli identificativi riferibili all’assistito vengono coperti prima dell’interfaccia. Se nel tuo caso basti lo stabilisci tu con il consulente privacy, perché quella lista fa esempi e non rilascia attestati. Dal 10 ottobre 2025, poi, devi dire al cliente quali sistemi adoperi, e il foglio lo trovi nella guida all’informativa per i clienti.
Intelligenza artificiale per gli studi legali: contratto e misura tecnica
Il segreto dell’avvocato ha due presidi. Il codice deontologico forense, all’articolo 28, lo chiama dovere oltre che diritto, e apre il procedimento disciplinare. Il codice penale lo copre con l’articolo 622, che punisce chi rivela senza giusta causa un segreto conosciuto per la propria professione: «il delitto è punibile a querela della persona offesa», e a decidere è il cliente.
La Guida del CCBE conta anche il contratto con il fornitore fra le garanzie, e Nonimo non lo sostituisce. Il contratto disciplina che cosa fa il fornitore del testo che gli arriva; non cambia il fatto che gli sia arrivato. La garanzia contrattuale la mette chi vende il servizio; quella tecnica la metti tu, sulle macchine dello studio. Al cliente vanno descritte nella riga sui dati del mandato.
Fra le due conviene non scegliere. Chi ha già un abbonamento aziendale a un assistente tiene il contratto e aggiunge la misura tecnica, perché un codice fiscale che non esce dallo studio non lo si può rivelare a nessuno. Che cosa promettano davvero i fornitori sulla conservazione dei testi lo racconta la guida su ChatGPT e i tuoi dati.
Intelligenza artificiale per lo studio legale: costo e primi passi
Si scarica per Windows 10 e 11 oppure per macOS 14 e successivi su Apple Silicon, e si installa come un qualsiasi programma. Nonimo ha un piano gratuito con un tetto di parole ogni mese. Per toglierlo basta lasciare una email nella pagina della licenza: arriva una licenza gratuita che vale fino al 31 gennaio 2027, senza aprire nessun account.
Chi vuole un prezzo per tutto lo studio ne parla con noi a hello@nonimo.ai. Ogni postazione installa il programma per conto suo, compresa quella del praticante; per lo studio intero l’IT distribuisce via policy l’estensione, e il titolare legge nel pannello i conteggi per categoria, mai il testo. Si lavora con il tasto, sul testo selezionato, dentro qualunque assistente aperto nel browser, anche quelli presentati come ChatGPT per avvocati.
Nonimo non conserva quello che ha coperto: ogni sostituzione la vedi mentre avviene, e lì finisce. Se rilasci un documento nella sua finestra, la copia mascherata che ne esce la tieni tu, accanto all’originale, sul tuo computer. Dei tuoi testi a noi non arriva niente, né i passaggi degli atti né i termini che aggiungi tu. Per provarlo basta una postazione: si installa, si seleziona un passaggio di un atto già chiuso e si guarda che cosa arriverebbe alla chat.
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Le domande di un avvocato
Un avvocato può usare ChatGPT con gli atti del cliente?
Può, se ci sono garanzie adeguate, e sceglie lui quali. La Guida del CCBE diffusa dal CNF chiede di non mettere dati riferibili ai clienti nell'interfaccia di uno strumento di GenAI quando quelle garanzie mancano, e porta a esempio il contratto con il fornitore, il DPA, le misure tecniche e i sistemi che lavorano in locale. Nonimo sta nella terza e nella quarta voce: copre gli identificativi sul tuo computer.
La Guida del CCBE è un documento del CNF?
No, l'ha scritta il CCBE, il Consiglio degli Ordini Forensi d'Europa. La versione italiana si dichiara traduzione informale dell'Ufficio di Rappresentanza del CNF a Bruxelles nella nota 1 di pagina 1, e il CNF l'ha fatta circolare a tutti gli Ordini nel novembre 2025. Per questo la citiamo con la sua provenienza per esteso, come fa il tuo Ordine quando la ripubblica.
Il fornitore promette conservazione zero: mi serve altro?
Dipende da che cosa vuoi tenere fuori. La conservazione pari a zero è uno degli obblighi contrattuali che la Guida del CCBE porta a esempio di garanzia, e riguarda quello che il fornitore fa con il testo dopo averlo ricevuto. Nonimo interviene prima: se il codice fiscale è stato sostituito sul computer dello studio, al fornitore non arriva affatto.
Che cosa arriva a voi quando uso Nonimo?
Nemmeno una parola dei testi che selezioni, e nessun termine che tu abbia aggiunto. Una volta al giorno parte verso di noi un contatore d'uso con la quota consumata, la versione, la piattaforma e il numero di installazione, e nell'applicazione non c'è un interruttore per spegnerlo. Il riconoscimento avviene tutto sul computer dello studio, e la pagina sicurezza elenca i campi che escono.
Nonimo copre anche i nomi dell'assistito e della controparte?
Sì, li cerca: nomi di persona e ragioni sociali vengono riconosciuti dal contesto in cui compaiono, cioè dalla posizione nel testo e dalle formule che li introducono. Quelli che trova li copre a vista, con il motivo accanto, e un clic li rimette come stavano quando all'assistente serve sapere chi è l'attore e chi il convenuto.