· Aggiornato il · Scritto e aggiornato da Nonimo
Per oscurare la carta d’identità prima di mandarne una copia, senza consegnare a qualcuno quello che serve per spacciarsi per te, lasci leggibili nome, cognome, numero del documento, codice fiscale, data di nascita e di solito la foto, e oscuri il resto: la firma, il CAN, cioè le sei cifre sul fronte che aprono il chip, le tre righe in fondo al retro e tutto quello che non ti hanno chiesto.
Lo strumento in cima a questa pagina lo fa in un minuto. Scegli la foto o la scansione della CIE, anche scattandola dal telefono, tocchi i campi da coprire e scarichi la copia pronta da inviare. Il documento non lascia il tuo dispositivo: tutto avviene nel browser. Lo stesso lavoro lo fa anche l’app di Nonimo per Mac e Windows, sul tuo computer.
Qui sotto trovi, campo per campo, che cosa c’è stampato sulla carta d’identità elettronica e quali dati coprire, come inviarla via email o su WhatsApp e chi può chiederti la copia secondo il Garante. Se invece la carta finisce dentro un fascicolo più grande, la lista completa è nella guida su quali dati anonimizzare in un documento.
Copia della carta d’identità: cosa lasciare e cosa oscurare
Chi ti chiede la copia vuole quasi sempre sapere chi sei: come ti chiami, quando sei nato, che documento hai e fino a quando vale, e a volte vuole vedere la tua faccia per confrontarla con quella che si presenta allo sportello. Il resto della carta serve ad altro. Serve a leggere il chip, a firmare, a far passare il documento in un lettore ottico, ed è proprio quel resto che, in mano a uno sconosciuto, vale di più.
| Campo | Dove si trova | Nella copia |
|---|---|---|
| Nome, cognome, data di nascita e scadenza | fronte | restano leggibili |
| Numero del documento | fronte | resta leggibile |
| Codice fiscale | retro | resta, se te lo chiedono |
| Foto | fronte, e piccola sul retro | resta, se devono riconoscerti |
| Firma | fronte | si copre sempre |
| CAN, sei cifre | fronte | si copre |
| Luogo di nascita e indirizzo | fronte e retro | si coprono, se non servono |
| Tre righe di caratteri (MRZ) | retro | si coprono |
Fonte: posizione dei campi secondo l’Allegato A del decreto del Ministero dell’Interno del 23 dicembre 2015.
La firma merita una parola in più, perché è il campo che si dimentica. Una pratica a distanza non ha bisogno di un’immagine nitida della tua firma, e una firma stampata in buona risoluzione è il modello perfetto per chi deve imitarla su un modulo. Si copre anche quando tutto il resto resta in chiaro.
Nello strumento si lavora proprio così. Quando apri la CIE è tutto a vista, e ogni campo ha la sua etichetta: tocchi quella della firma, del CAN e di ogni dato che non ti hanno chiesto, e Nonimo lo copre. La MRZ un’etichetta sua non ce l’ha: ripete numero, nome e date, e la coprono le etichette di quei dati. Se lo strumento distingue i campi dentro la riga, ogni etichetta copre i suoi caratteri; altrimenti ne basta una per coprire la riga intera. Nome e cognome, numero, foto, codice fiscale e data di nascita, che banche e agenzie chiedono quasi sempre, di solito li lasci come sono: in quel caso la MRZ la copri a mano, con un riquadro disegnato col mouse o col dito.
Le agenzie che ricevono una carta d’identità a ogni proposta d’acquisto conoscono bene il problema, e per loro abbiamo una pagina dedicata alle agenzie immobiliari. Chi la manda, invece, ha un vantaggio: può decidere prima che cosa far arrivare.
Quali dati coprire sulla CIE, fronte e retro
La carta d’identità elettronica ha il formato di una carta di pagamento e porta più dati di quanti se ne guardino al primo sguardo. Il decreto del Ministero dell’Interno del 23 dicembre 2015, che ne fissa il modello, la divide in zone numerate, ventisei in tutto tra fronte e retro, e per ognuna dice che cosa contiene.
Oltre ai campi della tabella, sul fronte ci sono il comune che l’ha rilasciata, sesso, statura, cittadinanza e data di emissione, e il numero del documento sta in alto a destra. Sul retro, accanto ai codici, compaiono i nomi dei genitori quando il titolare è minorenne. Le CIE rilasciate prima del 29 settembre 2022 hanno una grafica appena diversa, ma i campi sono gli stessi.
Il CAN: sei cifre che aprono il chip
Il CAN, Card Access Number, è stampato sul fronte ed è fatto di 6 cifre. Il decreto lo descrive come il numero da usare per accedere al microchip senza contatto. Il sito del Ministero sulla CIE spiega che i dati anagrafici e la foto custoditi nel chip si leggono solo dopo aver letto una chiave stampata sul documento, il CAN oppure la MRZ, ed è questo che impedisce a un dispositivo di leggerli a tua insaputa.
Una copia con il CAN in chiaro consegna quella chiave a chi la riceve. Da sola non basta, perché il chip va comunque avvicinato a un lettore, ma chi ti chiede una copia per una pratica non ha nessun motivo di averla. Per questo, appena apri la carta, conviene toccare l’etichetta Numero CAN: lo strumento lo copre.
Il retro ripete il fronte, in un formato per le macchine
La MRZ, Machine Readable Zone, è il blocco di tre righe da trenta caratteri in fondo al retro, quello con i segni < in fila. Secondo il Ministero servono a leggere, decodificare e verificare in automatico, con un lettore ottico, le informazioni del documento. Se copri i dati sul fronte e lasci la MRZ, molti di quei dati restano leggibili da qualunque programma.
Il codice fiscale, poi, il Ministero lo indica sulla carta in due formati: in lettere e cifre e in codice a barre. Spesso è proprio il dato che ti chiedono, e nello strumento resta a vista finché non lo tocchi. Quando non serve, il modo più sicuro è mandare solo il fronte.
Il codice fiscale codifica cognome, nome, data e comune di nascita e sesso: da solo ricostruisce quasi tutta l’anagrafica, come ricorda la guida sul GDPR applicato all’intelligenza artificiale.
La foto è stampata due volte
Sulla CIE il volto compare due volte. Sul fronte c’è la foto grande, di 30 per 24 millimetri; sul retro c’è una seconda immagine più chiara, la ghost image, di 12 per 9,6 millimetri, che serve come elemento di sicurezza. Se la foto non deve arrivare a destinazione, va tolta da tutti e due i lati.
Nello strumento la foto è un’etichetta come le altre: la tocchi e si copre. Per il retro la regola è semplice: con la seconda foto e il codice a barre, lo mandi solo a chi te lo chiede.
Inviare la carta d’identità via email, su WhatsApp o in PDF
Il canale conta meno di quello che spedisci. Una copia preparata bene si può mandare per email, su WhatsApp o caricare nel portale di chi la chiede; quella sbagliata resta sbagliata ovunque. Quello che cambia da un canale all’altro è dove resta la copia dopo che la pratica è chiusa.
| Canale | Dove resta la copia | Cosa fare |
|---|---|---|
| posta inviata e casella del destinatario | allega solo la copia coperta, in PDF o JPG | |
| chat e galleria dei due telefoni | cancellala da chat e galleria a pratica chiusa | |
| Portale o area riservata | archivio di chi lo gestisce | carica la stessa copia coperta |
Fonte: indicazioni di questa guida.
Per l’email c’è un dettaglio che aiuta: se ti chiedono fronte e retro, come per la patente dopo una multa, manda le due facce nello stesso messaggio, così nessuna si perde per strada. E dai a ogni file un nome che dica a cosa serve, non il tuo nome e cognome.
Cosa dice il Garante di foto e WhatsApp
Il 29 aprile 2026 il Garante ha mandato alle associazioni di categoria una nota sulle strutture ricettive. Tra le pratiche che segnala ci sono proprio due abitudini quotidiane: fotografare i documenti degli ospiti con lo smartphone e farseli mandare su app di messaggistica come WhatsApp. Secondo il Garante espongono le persone a rischi concreti senza giustificazione, compreso il furto d’identità.
Se il B&B ti chiede comunque la carta su WhatsApp prima dell’arrivo, la risposta pratica è mandare la copia coperta, non la foto appena scattata. E quando il soggiorno è finito, cancellala dalla chat e dalla galleria.
I dati che non si vedono: modello del telefono e posizione
Una foto scattata con il telefono si porta dietro dati che sullo schermo non compaiono: la marca e il modello, la data e l’ora e, se la localizzazione era attiva, le coordinate del punto in cui l’hai fatta. Spesso quel punto è casa tua. Lo stesso succede alle immagini dentro i documenti, come racconta la guida su EXIF e coordinate GPS nei file Word e PDF.
Con lo strumento scarichi la copia in PNG, JPG o PDF senza metadati: niente EXIF, niente posizione. Arriva l’immagine coperta e basta.
Chi può chiederti la copia della carta d’identità, secondo il Garante
Il punto di partenza lo ha fissato il Garante già il 27 ottobre 2005, parlando di banche e Poste: per identificare qualcuno spesso basta vedere il documento o annotarne gli estremi, e la copia si giustifica solo quando una norma la prevede o quando serve dimostrare un’identificazione più accurata. Oggi i casi si dividono in due famiglie.
Ci sono quelli in cui la copia non dovrebbe restare, come gli alberghi, e quelli in cui deve restare per legge, come l’antiriciclaggio. In tutti e due conviene che arrivi solo quello che serve.
Hotel e B&B: la nota del 29 aprile 2026
Una struttura ricettiva deve comunicare alla questura l’arrivo degli ospiti attraverso il portale Alloggiati Web. Il decreto del Ministero dell’Interno del 7 gennaio 2013 elenca i dati da trasmettere: cognome, nome, sesso, data e luogo di nascita, cittadinanza, tipo e numero del documento, luogo di rilascio. Sono tutti sul fronte della CIE, quindi al B&B il retro non serve.
Il Garante, nella nota di aprile, ricorda che dopo la comunicazione le copie dei documenti vanno cancellate o distrutte subito, e che la struttura conserva soltanto la ricevuta del portale, per 5 anni. Al B&B basta il fronte: lasci a vista i campi che la questura chiede, compreso il luogo di nascita, e tocchi CAN e firma per coprirli.
Antiriciclaggio: la copia che resta dieci anni
Quando apri un conto in banca o compri casa, la copia invece la chiede la legge. L’articolo 19 del decreto legislativo 231/2007 dice che l’identificazione del cliente avviene esibendo un documento d’identità valido, del quale viene acquisita copia. L’articolo 3 elenca chi è tenuto a farlo, e tra gli altri ci sono banche, agenti di mediazione immobiliare, commercialisti e notai.
L’articolo 31 aggiunge che quella copia si conserva per 10 anni. È il caso in cui coprire bene rende di più: la tua carta resterà per un decennio in un archivio che non controlli, e conviene che firma, CAN e MRZ non ci arrivino.
Nome, numero, codice fiscale, data di nascita, foto e scadenza, cioè quello che serve a identificarti, li lasci comunque leggibili: basta non toccarne le etichette. Se l’ufficio ti chiede la carta senza nessuna copertura, te lo dirà.
Oscurare la carta d’identità prima di darla all’IA
C’è un altro motivo per cui si fotografa la carta d’identità: chiedere aiuto a un assistente. Che cosa vuol dire quel campo sul retro, come si compila un modulo straniero che chiede gli estremi del documento, dove trovare il numero da inserire in un portale.
Per rispondere, all’IA basta vedere com’è fatta la carta, non leggere i tuoi dati. Se la foto intera è già finita in una chat, la guida su cancellare una chat e i suoi file da ChatGPT spiega come toglierla.
Qui nello strumento non lasci a vista niente: tocchi tutte le etichette, compresi nome e cognome, numero, codice fiscale, data di nascita e foto, finché non resta niente di leggibile. Quello che succede ai file che carichi in una chat lo trovi nella guida su cosa togliere prima di caricare documenti su ChatGPT.
Quanto resta la foto nei quattro assistenti più usati, e chi la può vedere, è nella guida sulle foto caricate su ChatGPT e gli altri.
Lo stesso vale se stai preparando un tutorial, o se un’azienda vuole conservare della carta solo quello che le serve: si parte dalla copia e si sistema campo per campo, toccando le etichette.
Come oscurare la carta d’identità, passo per passo
Tutto sta in una schermata, pensata prima per il telefono, e i passaggi sono quattro.
- Scegli la foto della carta. Trascini la foto o la scansione, oppure sul telefono la scatti al momento. Vanno bene JPG, PNG, WEBP, PDF e le foto HEIC dell’iPhone. Fronte e retro, se te li chiedono entrambi.
- Tocca i campi da coprire. All’inizio la carta è tutta a vista. Sulla CIE tocchi CAN, firma, indirizzo e quello che non ti hanno chiesto; nome e cognome, numero, foto, codice fiscale e data di nascita di solito li lasci. Puoi guardare solo il documento o la foto intera.
- Controlla le etichette. Compaiono quelle dei campi trovati: Nome e cognome, Numero carta d’identità, Foto, Codice fiscale, Data di nascita, Numero CAN, Firma, Indirizzo, Luogo di nascita, Scadenza, Genitori. Ne tocchi una e quel campo si copre; la ritocchi e torna a vista. Le righe in basso (MRZ) non hanno un’etichetta loro: le coprono le etichette dei dati che ripetono, cioè Nome e cognome, Numero carta d’identità, Data di nascita e Scadenza, ognuna i suoi caratteri o, se la riga non si divide per campo, la riga intera. Se quei dati restano a vista, le copri a mano con un riquadro, come gli altri dati senza etichetta, per esempio gli estremi dell’atto di nascita, dal computer o dal telefono.
- Scarica la copia. In PNG, JPG o PDF, con i riquadri impressi nell’immagine e senza metadati.
Lo strumento fissa i riquadri nei pixel dell’immagine: un rettangolo nero disegnato sopra un PDF, invece, spesso lascia sotto il testo, come mostra la prova su un PDF oscurato in cinque modi. Nella copia che scarichi non c’è niente sotto da recuperare. Lo strumento aggiunge anche una scritta, già attiva e con il mese in coda: cosa metterci lo spiega la guida sulla filigrana sulla carta d’identità.
Prima di inviarla, guarda la copia scaricata come la guarderà chi la riceve. Se un dato che non volevi far arrivare si legge ancora, torni indietro, lo copri e la scarichi di nuovo: ci vuole meno di un minuto. Se la copia va poi inserita in un modulo, usa quella scaricata e non la foto originale; per il resto del file vale la guida su come anonimizzare un documento Word.
Passaporto e patente: lo stesso metodo
La logica non cambia con il documento. Sulla pagina del passaporto con la foto ci sono in fondo le righe per la lettura ottica, che si coprono come quelle della CIE, e la guida per oscurare il passaporto dice campo per campo che cosa lasciare. Quando oscuri la patente il numero resta, se è quello che ti chiedono, e la firma si copre come su ogni altro documento. Se per il passaporto ti basta che la copia dica per chi è, c’è la filigrana sul passaporto, e per il permesso di soggiorno la filigrana con destinatario e mese.
Lo strumento accetta anche questi documenti e propone le etichette dei campi che trova: le controlli una per una prima di scaricare. La carta e il passaporto coperti li vedi anche nella sezione sui documenti d’identità della pagina iniziale. La scansione di un documento non diventa per questo un dato biometrico, come spiega la guida sui dati sensibili e l’intelligenza artificiale, ma resta piena di numeri che identificano, e merita la stessa cura.
E quando quello da proteggere non è una foto ma un contratto, una pratica o un fascicolo da passare all’assistente, c’è il software che maschera nomi, codice fiscale e IBAN sul tuo computer prima che arrivino a ChatGPT.
Fonti
- Decreto del Ministero dell’Interno del 23 dicembre 2015, Allegato A (Gazzetta Ufficiale n. 302 del 30 dicembre 2015). I campi della CIE zona per zona: firma e CAN di 6 cifre sul fronte; codice fiscale di 16 caratteri, estremi dell’atto di nascita, residenza, genitori del minore, codice a barre, MRZ di tre righe da trenta caratteri e ghost image di 12 per 9,6 mm sul retro; foto sul fronte di 30 per 24 mm; ventisei zone in tutto.
- Ministero dell’Interno, Caratteristiche del documento (cartaidentita.interno.gov.it). Il numero del documento in alto a destra; il codice fiscale in formato alfanumerico e a barre; la MRZ per la lettura ottica; i dati del chip leggibili solo dopo la chiave stampata sulla carta, CAN o MRZ; il nuovo fronte dal 29 settembre 2022 e la validità delle carte precedenti.
- Garante privacy, comunicato del 29 aprile 2026 sulle strutture ricettive (garanteprivacy.it). Copie dei documenti degli ospiti da cancellare o distruggere subito dopo la comunicazione alla questura; ricevuta di Alloggiati Web conservata per cinque anni; foto con lo smartphone e invio su WhatsApp come pratiche che espongono a rischi, compreso il furto d’identità.
- Garante privacy, Quando identificare e fotocopiare i documenti di riconoscimento dei clienti, 27 ottobre 2005 (garanteprivacy.it). Per banche e Poste la copia del documento si giustifica solo se una norma la prevede o per dimostrare un’identificazione più accurata.
- Decreto del Ministero dell’Interno del 7 gennaio 2013, allegato tecnico (testo aggiornato pubblicato dalla Polizia di Stato). I dati che la struttura trasmette ad Alloggiati Web: cognome, nome, sesso, data e luogo di nascita, cittadinanza, tipo e numero del documento, luogo di rilascio; l’obbligo di cancellare i dati trasmessi (articolo 4-bis).
- Decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231 (Normattiva). Articolo 1, comma 2, lettera n: tra i dati identificativi luogo e data di nascita e codice fiscale; articolo 3: tra i soggetti obbligati banche, agenti di mediazione immobiliare, commercialisti e notai; articolo 19, comma 1, lettera a: identificazione con esibizione del documento, del quale viene acquisita copia; articolo 31: conservazione per dieci anni.
Domande frequenti
Cosa oscurare nella copia della carta d'identità?
La firma, il CAN, cioè le sei cifre sul fronte che servono a leggere il chip, e le tre righe in fondo al retro, la MRZ. Se non te li chiedono, copri anche indirizzo, luogo di nascita ed estremi dell'atto di nascita. Nome, cognome, numero del documento, codice fiscale, data di nascita e di solito la foto restano leggibili.
Come si coprono i dati della carta d'identità dal telefono?
Apri questa pagina dallo smartphone, scatti la foto della CIE e tocchi le etichette dei campi da coprire, come CAN e firma: lo strumento mette i riquadri neri proprio lì. Sulla MRZ, se lasci a vista nome, numero e date, disegni tu un riquadro col dito. Poi scarichi la copia nella galleria o nei file. La foto viene elaborata nel browser e non esce dal telefono.
Basta un riquadro nero disegnato sopra il PDF?
Spesso no. Un rettangolo aggiunto come forma o annotazione sopra un PDF lascia sotto il testo originale, che si può copiare o recuperare con lo stesso programma. Lo strumento fissa i riquadri nei pixel dell'immagine che scarichi, quindi nella copia non resta niente da scoprire sotto.
Si può inviare la carta d'identità via email?
Sì, ma manda una copia preparata per quel destinatario, con CAN, firma e MRZ coperti e solo i campi che ti hanno chiesto. L'allegato resta a lungo nella posta inviata e nella casella di chi lo riceve, quindi conviene che contenga il meno possibile.
È sicuro mandare la carta d'identità su WhatsApp?
Il Garante, nella nota del 29 aprile 2026 sulle strutture ricettive, ha scritto che fotografare i documenti con lo smartphone o farseli mandare su WhatsApp espone a rischi concreti, compreso il furto d'identità. Se devi farlo comunque, manda la copia con i dati coperti, poi cancellala dalla chat e dalla galleria.
Il B&B può chiedermi una foto della carta d'identità prima dell'arrivo?
Può chiederti i dati che deve comunicare alla questura, che stanno tutti sul fronte: nome, cognome, sesso, data e luogo di nascita, cittadinanza, numero e luogo di rilascio del documento. Nello strumento lasci a vista questi campi e tocchi CAN e firma per coprirli. Secondo il Garante, dopo l'invio alla questura le copie vanno cancellate o distrutte subito.
La banca può fare la fotocopia della carta d'identità?
Sì, quando la prevede una norma. Per l'antiriciclaggio l'articolo 19 del decreto legislativo 231/2007 chiede di acquisire copia del documento, e l'articolo 31 di conservarla per dieci anni. Proprio perché resta in archivio così a lungo, conviene che la copia arrivi con firma, CAN e MRZ coperti.
Il codice fiscale sulla carta d'identità va coperto?
Dipende da chi lo riceve. Banche, agenzie immobiliari e datori di lavoro di solito ne hanno bisogno: nello strumento basta non toccarlo e resta a vista. A una palestra o a un B&B non serve: il modo più semplice è mandare solo il fronte, perché il codice fiscale sta sul retro, in lettere e in un codice a barre.
Cos'è il CAN della carta d'identità elettronica?
È il Card Access Number, sei cifre stampate sul fronte della CIE. Il decreto del Ministero dell'Interno lo descrive come il numero che serve per accedere al chip senza contatto. A chi ti chiede una copia per una pratica non serve: nello strumento lo copri con un tocco sulla sua etichetta.
Posso chiedere a ChatGPT di aiutarmi con la carta d'identità?
Sì, coprendo prima tutti i dati. Per sapere che cos'è un campo o come compilare un modulo, all'assistente basta vedere com'è fatta la carta, non i tuoi dati. Nello strumento tocchi tutte le etichette, compresi nome, numero, codice fiscale e foto, finché non resta niente di leggibile.