Numero carta d'identità: dove si trova sulla CIE e a cosa serve
· Scritto e aggiornato da Nonimo
Il numero carta d’identità, cioè il numero di serie della carta d’identità elettronica (CIE), si trova sul fronte, nell’angolo in alto a destra, dalla parte opposta rispetto alla foto. È fatto di nove caratteri: due lettere, cinque cifre e altre due lettere. È quello che va scritto quando un modulo chiede il «numero documento» della carta d’identità.
Qui sotto trovi com’è fatto, come distinguerlo dal CAN e dal codice fiscale, che stanno sulla stessa carta, cosa cambia per chi ha ancora la vecchia carta cartacea, chi può chiedertelo e quando conviene oscurarlo prima di mandare una copia. Ogni dato viene dal sito del Ministero sulla CIE o da una norma, con le fonti in fondo.
Dove si trova il numero della carta d’identità
La pagina del Ministero sulle caratteristiche della CIE lo dice in una riga: su ciascuna CIE, in alto a destra, sul lato opposto a quello della fotografia, si trova il numero di serie della Carta di Identità Elettronica. Nello schema del Ministero è sul fronte: con la foto a sinistra, il numero è nell’angolo in alto a destra della stessa faccia.
Se devi solo copiarlo in un modulo, non serve fotografare la carta: basta leggerlo. Se invece qualcuno ti chiede la foto, prima di mandarla puoi oscurare la copia della carta d’identità lasciando a vista solo i campi che ti hanno chiesto.
Com’è fatto: due lettere, cinque cifre, due lettere
Il Ministero descrive il numero di serie della CIE come una sequenza di 2 lettere, 5 numeri e 2 lettere, diversa da quella della carta cartacea, e lo chiama anche Numero Unico Nazionale. Un esempio con valori inventati, che non corrisponde a nessuna carta:
Il formato è utile anche per controllarti. Se nel modulo stai per scrivere un numero fatto solo di cifre, o un codice di sedici caratteri, hai preso il campo sbagliato: il primo è probabilmente il CAN, il secondo è il codice fiscale.
Le carte rilasciate prima del 29 settembre 2022
Dalla fine di settembre 2022 il fronte della CIE ha in più la bandiera dell’Unione europea e un elemento di sicurezza con la sigla IT. Il Ministero pubblica tutti e due i modelli, quello usato fino al 28 settembre 2022 e quello in uso dal giorno dopo, e precisa che le carte rilasciate prima restano valide fino alla naturale scadenza.
Per il numero non cambia niente: la descrizione del Ministero vale per ciascuna CIE. Se la tua ha qualche anno, lo trovi nello stesso angolo.
Numero CIE, CAN e codice fiscale: tre codici diversi
Sulla stessa carta ci sono più codici, ed è facile scambiarli quando si cerca il numero CIE. Il Ministero, nella legenda della CIE, ne distingue diversi: il numero di serie, un codice numerico che le autorità di controllo usano per leggere i dati del chip (nello schema è il Card Access Number, o CAN), la zona per la lettura ottica e il codice fiscale, leggibile anche con uno scanner.
| Codice | Che cos’è | Lo chiedono nei moduli? |
|---|---|---|
| Numero di serie (numero CIE) | identifica il documento, cambia a ogni rinnovo | sì, è il «numero documento» |
| Codice fiscale | identifica la persona, non cambia quando rinnovi la carta | sì, ma in un campo suo |
| CAN | serve alle autorità per leggere il chip | quasi mai |
| PIN e PUK | codici personali per usare la CIE online | mai, non si danno a nessuno |
Fonte: Ministero dell’Interno, caratteristiche della CIE e codici PIN e PUK; Agenzia delle Entrate.
Il codice fiscale è quello che si confonde più spesso col numero della carta, perché sono tutti e due alfanumerici. Ma l’Agenzia delle Entrate lo descrive come lo strumento che identifica le persone fisiche nei rapporti con enti e amministrazioni, e la composizione lo tradisce: dentro ci sono consonanti di cognome e nome, data e comune di nascita. Per questo, quando non serve, vale la pena oscurare il codice fiscale prima di usare l’IA.
Il PIN e il PUK sono un’altra cosa ancora. Il Ministero li paragona a quelli della SIM del telefono: il PIN della CIE serve per entrare nei servizi online, il PUK per sbloccarlo. Chi ti chiede il numero della carta non ha nessun motivo di chiederti anche questi.
E la vecchia carta d’identità cartacea?
La carta cartacea ha un numero suo, con una sequenza diversa da quella della CIE, come ricorda lo stesso Ministero. Non esiste però una scheda ufficiale che ne descriva la posizione come quella della CIE: se ne hai ancora una, il numero lo leggi sul documento stesso.
La domanda più utile oggi è un’altra: se quella carta vale ancora. Il regolamento europeo 2025/1208, all’articolo 5, fa cessare entro il 3 agosto 2026 la validità delle carte d’identità senza una zona a lettura ottica funzionale o sotto le norme minime di sicurezza. La cartacea è tra queste.
La deroga è nell’articolo 11 del decreto legge 26 giugno 2026, n. 108, convertito con modificazioni dalla legge 4 agosto 2026, n. 142: la cartacea non scaduta resta utilizzabile in Italia per un periodo transitorio, fino alla data fissata dal comma 2, ma solo per prestazioni sanitarie, previdenziali e assicurative, rapporti con la pubblica amministrazione e i gestori di pubblici servizi, consegna di posta e atti giudiziari, depositi e prelievi in banca e in posta.
Per i contratti firmati entro il 3 agosto 2026 vale fino alla scadenza stampata, ma solo per quel contratto. Il Comune di Modena lo riassume per i cittadini.
In pratica, se hai ancora la cartacea, il suo numero ti serve sempre meno, e conviene prenotare la CIE in Comune. Se una copia della cartacea ti è rimasta in qualche archivio, valgono le stesse regole di prudenza delle sezioni qui sotto. E se devi conservarla per un cliente, una copia a cui aggiungere la filigrana sulla carta d’identità dice a colpo d’occhio a cosa serviva.
Numero documento: chi te lo chiede e perché
Il numero della carta è il dato che collega una pratica a un documento preciso, non soltanto a una persona. Per questo compare in tanti moduli insieme al tipo di documento, all’ente che l’ha rilasciato e alle date. Ecco i casi più comuni, con la norma che li regge.
Hotel e B&B: Alloggiati Web
Chi gestisce una struttura ricettiva deve comunicare alla questura gli ospiti attraverso Alloggiati Web. L’allegato tecnico del decreto del Ministero dell’Interno del 7 gennaio 2013 elenca i dati da trasmettere: cognome, nome, sesso, data e luogo di nascita, cittadinanza, tipo e numero del documento e luogo di rilascio.
Il numero, quindi, al B&B serve davvero. Quello che non serve è che la foto della carta resti nella chat del gestore: secondo il Garante, nel comunicato del 29 aprile 2026 sulle strutture ricettive, le copie dei documenti vanno cancellate o distrutte subito dopo la comunicazione alla questura, e chiederle su WhatsApp espone gli ospiti al furto d’identità.
Banche, notai, agenzie: l’antiriciclaggio
Il decreto legislativo 231/2007, all’articolo 19, chiede ai soggetti obbligati di identificare il cliente con l’esibizione di un documento d’identità, del quale viene acquisita copia, e l’articolo 31 chiede di conservarli per dieci anni dalla fine del rapporto. Tra i soggetti obbligati ci sono banche, agenti immobiliari, commercialisti e notai.
Qui la copia integra serve, numero compreso, e oscurarlo complicherebbe solo la pratica. La protezione sta nel canale: carica la copia dall’app o dal sito ufficiale della banca, non da un link arrivato per email o per messaggio. E chi riceve queste copie ogni giorno, in uno studio o in un’agenzia, fa bene a scrivere una policy sull’intelligenza artificiale per i dipendenti, perché la carta di un cliente non finisca incollata in un chatbot.
Tutti gli altri
Per il resto vale ancora il criterio che il Garante fissò il 27 ottobre 2005 parlando di banche e Poste: per identificare qualcuno spesso basta vedere il documento o annotarne gli estremi, e la fotocopia si giustifica solo quando la prevede una norma o serve un’identificazione più accurata. Se una palestra o un negozio online ti chiede la foto della carta, puoi chiedere quale norma la prevede e a cosa serve il numero.
Perché conviene oscurarlo quando non serve
Il numero da solo non apre niente. Ma insieme a nome, cognome, data di nascita e scadenza, che sulla carta gli stanno accanto, forma gli estremi completi di un documento d’identità valido, cioè proprio quello che molti moduli chiedono per riconoscerti. Una copia che circola con tutti questi dati in chiaro è una copia che qualcun altro può riusare.
Il principio che lo regge è la minimizzazione dell’articolo 5 del GDPR: i dati devono essere adeguati, pertinenti e limitati a quanto necessario rispetto alle finalità. Se chi riceve la copia non deve identificarti, il numero non è necessario.
Quando lasciarlo e quando coprirlo
| Chi riceve la copia | Il numero serve? | Cosa fare |
|---|---|---|
| Banca, notaio, agenzia immobiliare | sì, per legge | lascialo, usa il canale ufficiale |
| Hotel o B&B | sì, per Alloggiati Web | lascialo, chiedi che la foto venga cancellata |
| Palestra, club, negozio online | solo se lo prevede una norma | chiedi a cosa serve, altrimenti coprilo |
| Chat, social, esempio da mostrare | no | coprilo, insieme a tutto il resto |
| Assistente di intelligenza artificiale | no | coprilo, usa un segnaposto |
Fonte: d.lgs. 231/2007; d.m. 7 gennaio 2013; Garante privacy, 2005 e 2026. Le ultime due righe sono indicazioni di questa guida.
Quando lo lasci, puoi comunque pensare al resto: in una foto scattata col telefono viaggiano anche, nascosti nel file, modello, ora e talvolta la posizione. Per quelle informazioni invisibili c’è la guida su come rimuovere i metadati da foto, Word e PDF.
Se copri il fronte, guarda anche il retro
La zona a lettura ottica della CIE, le righe di caratteri pensate per le macchine, serve secondo il Ministero a leggere, decodificare e verificare in automatico le informazioni del documento. Se copri il numero sul fronte e poi mandi il retro intero, una parte di quello che hai coperto resta leggibile da qualunque programma.
La strada più semplice è mandare solo la faccia che ti hanno chiesto. Se servono tutte e due, copri su tutte e due gli stessi dati. Vale anche per il passaporto, dove la logica è la stessa: c’è una guida apposta per oscurare il passaporto prima di mandarne la pagina dei dati.
Il numero della carta e l’intelligenza artificiale
Capita sempre più spesso: si fotografa la carta per farsi aiutare da ChatGPT a compilare un modulo, a tradurre un documento, a scrivere una mail all’ufficio anagrafe. All’assistente, però, serve sapere com’è fatto il modulo, non quale sia il tuo numero. Basta sostituirlo con un segnaposto prima di incollare il testo.
Prima: Documento: carta d'identità n. AA00000AA, rilasciata dal Comune di Nessunluogo
Dopo: Documento: carta d'identità n. [numero documento], rilasciata da [Comune]
L’assistente capisce lo stesso dove va il dato, e a te resta solo da rimetterlo alla fine. Se lavori con i documenti dei clienti, in uno studio o in un’agenzia, farlo a mano ogni volta diventa lento: Nonimo copre i dati personali dei tuoi documenti prima che arrivino a ChatGPT, senza conservare il file e senza chiederti un account.
Se invece il documento non è una carta d’identità ma un fascicolo intero, con contratti, buste paga e allegati, l’elenco di cosa togliere è più lungo, ed è nella guida su quali dati anonimizzare in un documento.
Fonti
Consultate il 24 ottobre 2026.
- Ministero dell’Interno, Caratteristiche del documento (cartaidentita.interno.gov.it). Il numero di serie della CIE in alto a destra, sul lato opposto a quello della fotografia; la sequenza di 2 lettere, 5 numeri e 2 lettere, diversa da quella della carta cartacea; il Numero Unico Nazionale; il codice numerico per leggere il chip, la zona a lettura ottica e il codice fiscale in formato alfanumerico e a barre; lo schema del fronte con il Card Access Number; il nuovo fronte dal 29 settembre 2022 e la validità delle carte precedenti fino alla naturale scadenza.
- Ministero dell’Interno, Codici di sicurezza PIN e PUK (cartaidentita.interno.gov.it). Il PIN per accedere ai servizi online, il PUK per sbloccarlo, come per la SIM del telefono.
- Agenzia delle Entrate, Il Codice Fiscale, che cos’è e come si ottiene (agenziaentrate.gov.it). Il codice fiscale come strumento di identificazione delle persone fisiche nei rapporti con enti e amministrazioni.
- Agenzia delle Entrate, Il Codice Fiscale, scheda breve (PDF). Sedici caratteri, con consonanti di cognome e nome, data e luogo di nascita.
- Regolamento (UE) 2025/1208 del Consiglio, del 12 giugno 2025, sul rafforzamento della sicurezza delle carte d’identità (EUR-Lex). Articolo 5, paragrafo 2, lettera a: le carte che non soddisfano le norme minime di sicurezza ICAO o non hanno una zona a lettura ottica funzionale cessano di essere valide alla scadenza o entro il 3 agosto 2026.
- Decreto legge 26 giugno 2026, n. 108, articolo 11, convertito con modificazioni dalla legge 4 agosto 2026, n. 142 (Normattiva, testo in vigore dall’8 agosto 2026). Comma 1: validità fino alla scadenza per i contratti stipulati entro il 3 agosto 2026; comma 2: uso transitorio della cartacea non scaduta per gli usi elencati, fino alla data che fissa.
- Comune di Modena, Carta d’identità cartacea: scadenza prorogata ma non per l’espatrio, 30 giugno 2026 (comune.modena.it). Dal 3 agosto 2026 la cartacea non vale più per l’espatrio.
- Decreto del Ministero dell’Interno del 7 gennaio 2013, allegato tecnico (testo aggiornato pubblicato dalla Polizia di Stato). I dati che la struttura ricettiva trasmette con Alloggiati Web, tra cui tipo e numero del documento e luogo di rilascio.
- Garante privacy, comunicato del 29 aprile 2026 sulle strutture ricettive (garanteprivacy.it). Copie dei documenti degli ospiti da cancellare o distruggere subito dopo la comunicazione alla questura; i rischi delle foto chieste via WhatsApp.
- Garante privacy, Quando identificare e fotocopiare i documenti di riconoscimento dei clienti, 27 ottobre 2005 (garanteprivacy.it). Spesso basta esibire il documento o annotarne gli estremi; la copia si giustifica se una norma la prevede o per un’identificazione più accurata.
- Decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231 (Normattiva). Articolo 3: i soggetti obbligati, tra cui banche, agenti immobiliari, commercialisti e notai; articolo 19: identificazione con esibizione del documento e acquisizione della copia; articolo 31: conservazione per dieci anni dalla fine del rapporto.
- Regolamento (UE) 2016/679, GDPR (EUR-Lex). Articolo 5, paragrafo 1, lettera c: minimizzazione dei dati.
Guide correlate
Domande frequenti
Dove si trova il numero della carta d'identità elettronica?
Sul fronte, in alto a destra, sul lato opposto a quello della fotografia. Lo dice il Ministero dell'Interno nella pagina sulle caratteristiche della CIE, che lo chiama numero di serie. È fatto di nove caratteri: due lettere, cinque cifre e altre due lettere.
Com'è fatto il numero della CIE?
Due lettere, cinque numeri, due lettere, per esempio AA00000AA (un valore inventato). Il Ministero precisa che la sequenza è diversa da quella della vecchia carta cartacea, quindi dal formato capisci subito se hai davanti il numero di una CIE.
Il numero della carta d'identità è lo stesso del codice fiscale?
No. Il codice fiscale identifica te, lo attribuisce l'Agenzia delle Entrate e non cambia quando rinnovi la carta. Il numero della carta identifica il documento: quando rinnovi la CIE, quella nuova ha un altro numero. Sulla carta ci sono tutti e due.
Il CAN è il numero della carta d'identità?
No. Il CAN è un altro codice numerico stampato sulla CIE, che secondo il Ministero le autorità di controllo usano per leggere i dati memorizzati nel chip. Nei moduli che chiedono il numero del documento si scrive il numero di serie, quello con le lettere.
Cosa si scrive in «numero documento» in un modulo?
Il numero di serie della carta, così com'è stampato, lettere comprese. Di solito il modulo chiede anche il tipo di documento, chi l'ha rilasciato (il Comune, per la CIE) e le date di rilascio e di scadenza. Il codice fiscale, se serve, ha un campo suo.
La carta d'identità cartacea vale ancora?
Per l'espatrio no, dal 3 agosto 2026. L'articolo 11 del decreto legge 108/2026, convertito dalla legge 142/2026, ne consente ancora l'uso in Italia, per un periodo transitorio e se non è scaduta, solo per alcuni usi: sanità, pubblica amministrazione, posta, depositi e prelievi in banca.
Devo oscurare il numero nella copia della carta d'identità?
Dipende da chi la riceve. Banche, strutture ricettive e chi deve identificarti per legge hanno bisogno di leggerlo. Se la foto finisce in una chat, in un esempio o in uno strumento di intelligenza artificiale, il numero non serve a nessuno e conviene coprirlo.
Posso chiedere a ChatGPT di compilare un modulo con i dati della mia carta?
Puoi farti spiegare il modulo senza dargli i tuoi dati. Al posto del numero scrivi un segnaposto, come [numero documento], e lo sostituisci tu alla fine. All'assistente basta sapere che lì va il numero della carta, non quale sia.