Intelligenza artificiale per i commercialisti: che cosa finisce nella chat
La Guida operativa #3 del CNDCEC riporta un’indagine dell’Osservatorio del Politecnico di Milano: il 13 per cento dei colleghi adopera già l’IA, e i due impieghi in testa sono la ricerca di documenti, con il 78 per cento, e la redazione di testi e atti, con il 56. Sono proprio i due lavori in cui il documento del cliente entra nel prompt per intero.
I documenti sono quelli di ogni settimana. La bozza della dichiarazione dei redditi, la fattura elettronica passata dallo SDI, il cedolino da spiegare, il bilancio da commentare, la lettera dell’Agenzia da riassumere in due righe per telefono. Ognuno si porta dietro la partita IVA, il codice fiscale, spesso la matricola INPS, l’IBAN e le date di nascita.
Sono numeri che in studio si scrivono decine di volte al giorno, ed è per questo che finiscono nel prompt senza che nessuno ci faccia caso. Quando si discute di intelligenza artificiale per i commercialisti si confrontano abbonamenti e modelli; il punto delicato sta in queste righe. Per gli allegati interi c’è la guida su che cosa viaggia con un file.
IA per commercialisti: la dichiarazione dopo il tasto
Evidenzi il testo della bozza e premi il tasto. Il riconoscimento avviene sul PC o sul Mac dello studio e all’assistente parte la versione con le etichette, mentre i dati del cliente restano sulla macchina. A noi, del testo, non arriva una parola. Ogni dato coperto lo vedi a schermo, con il motivo scritto accanto, e se all’assistente serviva un clic lo ripristina.
Nella bozza di una dichiarazione questo riguarda la partita IVA preceduta dalla sua dicitura, il codice fiscale del titolare, la matricola INPS, la data di nascita e il numero di protocollo. All’assistente arrivano come segnaposto numerati, e il codice vero resta sul computer dello studio. Gli importi, invece, restano come li hai scritti, perché all’assistente servono per rispondere.
Qui sotto, su una bozza inventata, vedi che cosa riceve l’assistente dopo il tasto: la partita IVA, il codice fiscale, la matricola e il protocollo diventano riferimenti numerati, la data di nascita un segnaposto a sé. Intestazione e struttura della bozza restano come le hai scritte. La pagina sicurezza spiega che cosa esce dal computer e che cosa no.
Prima: il testo incollato
Dichiarazione dei redditi, bozza Ditta individuale, partita IVA 00000000001 Titolare nato il 31/02/1900, codice fiscale XXXXXX99Z99X999X Matricola INPS 0000000001 Protocollo n. 0000/0000
Dopo: quello che riceve l’IA
Dichiarazione dei redditi, bozza Ditta individuale, partita IVA [RIFERIMENTO_1] Titolare nato il [DATA_NASCITA_1], codice fiscale [RIFERIMENTO_2] Matricola INPS [RIFERIMENTO_3] Protocollo n. [RIFERIMENTO_4]
Che cosa chiede il CNDCEC a chi usa l’IA nello studio
«L’aiuto intelligente al Commercialista», la Guida operativa #3 del Consiglio nazionale, è del 24 ottobre 2025 e conta 126 pagine. Il suo paragrafo 5.5.2, intitolato Documentazione e Tracciabilità, chiede al professionista documentazione adeguata sull’uso dei sistemi di IA: il tipo di sistema, la verifica degli output, le misure adottate per garantire la riservatezza dei dati, le comunicazioni fatte al cliente. Le misure si comunicano al cliente nella clausola del mandato.
Alla voce sulla riservatezza Nonimo ti dà qualcosa di concreto da scrivere: una misura installata sui computer dello studio, che copre gli identificativi prima dell’invio, e che riguarda anche il collaboratore, perché lavora sulla macchina di chi incolla. La riga però la scrivi tu, e il registro interno dei sistemi di IA del paragrafo 4.3.2.7, con l’esempio compilato dell’Allegato 3, resta un compito dello studio.
C’è poi l’articolo 10 del codice deontologico, che la Guida richiama: assoluto riserbo e riservatezza sulle informazioni acquisite nell’esercizio della professione, con l’avvertimento che un uso improprio dell’IA potrebbe configurare un illecito deontologico grave. Le regole per chi lavora con te le trovi già scritte nel nostro modello di policy.
Intelligenza artificiale per i commercialisti: la partita IVA e gli otto strumenti
Sulla partita IVA c’è una differenza che si può verificare in un minuto. Microsoft Purview la riconosce solo con il prefisso IT davanti, la forma degli scambi intracomunitari, e Google Workspace un rilevatore di partita IVA non ce l’ha proprio. Nonimo la prende come la scrivi in una fattura nazionale o in una visura: la dicitura «P.IVA» o «partita IVA» e poi le undici cifre.
Il paragrafo 3.8 della Guida del CNDCEC mette davanti a 119.050 iscritti otto strumenti, fra piattaforme commerciali e progetti aperti. L’elenco è utile per capire che cosa esiste, ma nessuno degli otto è un programma da scrivania per il singolo professionista: chi lavora da solo o in uno studio piccolo non ne trova uno da installare e usare da sé.
Fra gli otto c’è Presidio, gratuito, che riconosce codice fiscale e partita IVA con la loro cifra di controllo. La Guida stessa gli riconosce l’assenza di un’interfaccia grafica; in più, di serie non carica i riconoscitori italiani e va configurato da uno sviluppatore. Nonimo si installa come un programma qualunque: le prove che il tuo tecnico può rifare sono nella pagina sicurezza.
Intelligenza artificiale in studio: prezzo e primi passi
Il programma si scarica per Windows 10 e 11 o per un Mac con Apple Silicon e macOS 14 o successivi. Nonimo ha un piano gratuito con un tetto di parole ogni mese. Per toglierlo basta lasciare una email nella pagina della licenza: arriva una licenza gratuita che vale fino al 31 gennaio 2027, senza aprire nessun account.
Un listino dedicato allo studio si chiede a hello@nonimo.ai. Nonimo è un programma a sé, sul computer di chi lo usa, e non un componente del gestionale; ogni collaboratore lo installa sulla sua postazione, e per lo studio intero l’IT distribuisce via policy l’estensione del browser. Si comincia dai posti da cui già oggi qualcuno incolla dichiarazioni e cedolini, senza aspettare un progetto.
Nonimo non conserva quello che ha coperto: ogni sostituzione la vedi a schermo mentre avviene, e lì finisce. Se rilasci un documento nella sua finestra, la copia mascherata che ne esce la tieni tu, accanto all’originale, sul tuo computer. Del tuo testo, a noi, non arriva niente, né le bozze né i termini che aggiungi tu. Non è una certificazione: è una misura tecnica, da descrivere con parole tue nella documentazione che il paragrafo 5.5.2 chiede allo studio.
- Gratuito oggi, su Mac e Windows
- Con un limite mensile di parole
- La licenza gratuita lo toglie fino al 31 gennaio 2027, senza account
Le domande di un commercialista
Il commercialista può usare ChatGPT sui documenti del cliente?
Può, con le cautele che il suo Consiglio ha già messo per iscritto. La Guida operativa #3 del CNDCEC chiede di documentare le misure adottate per garantire la riservatezza dei dati, e l'articolo 10 del codice deontologico impone l'assoluto riserbo su quanto si apprende nella professione. Nonimo è una misura da citare in quella documentazione: copre i codici del cliente sul computer, prima dell'invio.
Posso indicare Nonimo fra le misure del paragrafo 5.5.2?
Puoi indicarlo come misura tecnica adottata dallo studio; come descriverla e come valutarla restano una scelta tua e del tuo consulente privacy. Il paragrafo chiede documentazione adeguata sull'uso dei sistemi di IA, comprese le misure per la riservatezza dei dati. Nonimo la misura la applica sul computer, ma la riga della documentazione la scrivi tu, con parole tue e del tuo consulente.
Che differenza c'è fra Nonimo e Presidio?
Presidio richiede uno sviluppatore, Nonimo no. Presidio è uno degli otto strumenti elencati dal paragrafo 3.8 della Guida del CNDCEC, riconosce codice fiscale e partita IVA con la loro cifra di controllo ed è gratuito, ma la Guida stessa gli riconosce l'assenza di interfaccia grafica e di serie non carica i riconoscitori italiani. Nonimo si installa e funziona con un tasto.
I documenti dei miei clienti passano dai vostri server?
No: il riconoscimento avviene sul PC o sul Mac dove il programma è installato, e del testo non ci arriva nulla. Ci arriva un conteggio d'uso al giorno, che dice quanto hai consumato, con quale versione e su quale sistema, e che nell'applicazione non si disattiva. Nella pagina dedicata alla sicurezza ogni campo è elencato con la ragione per cui esce.
Nonimo copre anche gli importi della dichiarazione?
No, gli importi restano scritti come li hai messi, perché all'assistente quei numeri servono per rispondere. Nonimo sostituisce gli identificativi del cliente, cioè partita IVA, codice fiscale, matricola INPS e IBAN, e lascia intatto il ragionamento contabile. Così puoi chiedere di controllare un calcolo o di spiegare una variazione di imponibile senza mandare i codici del cliente.