[nonimo]
IT
Scarica

Notaio e segreto professionale: cosa togliere dalla bozza per l'IA

· Aggiornato il · Scritto e aggiornato da Joaquín Trapero, Nonimo

Il segreto del notaio copre le persone che si rivolgono allo studio, il contenuto della prestazione e tutto ciò che il notaio apprende lavorando, e vale anche per la bozza che non è ancora un atto. Incollarla in un assistente di intelligenza artificiale vuol dire consegnarla a un fornitore esterno. Si può usare come supporto, dopo aver tolto quello che identifica le parti: non solo nomi e codici fiscali, ma anche foglio, mappale e subalterno.

Questi ultimi sono il punto meno ovvio. Con quei tre numeri e il nome del comune, chiunque ottiene online una visura con i dati anagrafici di chi possiede l’immobile, e senza pagare tributi.

Questa guida mette in fila le norme sul segreto professionale del notaio, il confine fra ciò che la legge rende pubblico e ciò che resta riservato, e una bozza di compravendita inventata, passata dal motore di Nonimo con quello che copre e quello che lascia in chiaro. Chi preferisce partire dalla pratica trova sulla home il percorso di un testo, dalla scorciatoia da tastiera all’assistente.

Notaio e segreto professionale: che cosa copre e da dove nasce

Il segreto professionale del notaio poggia su quattro testi di rango diverso. Il più preciso è deontologico: l’articolo 43 dei Principi di deontologia professionale dei notai, approvati dal Consiglio Nazionale del Notariato il 12 settembre 2024, in vigore dal 1° gennaio 2025 e modificati da ultimo con effetto dal 25 maggio 2026.

La norma parla di segreto e riservatezza «con riguardo alle persone che ricorrono alla sua opera, al contenuto della stessa e a tutto ciò di cui sia venuto a conoscenza nello svolgimento della propria attività». Tre oggetti, in quest’ordine: chi, che cosa, e tutto il resto. Nessuno dei tre dipende dal fatto che l’atto sia già stato firmato.

FonteChe cosa prevedePer la bozza vuol dire
Principi di deontologia, art. 43segreto su persone, contenuto e ogni notizia appresaè coperto anche il solo nome delle parti
Codice penale, art. 622punisce chi rivela un segreto professionale senza giusta causasi procede a querela della persona offesa
Codice di procedura penale, art. 200i notai non possono essere obbligati a deporrevale, con i suoi limiti, anche nel processo penale
Legge 132/2025, art. 13IA solo come supporto, e il cliente va informatousare un assistente si può, tacerlo no

Fonte: Consiglio Nazionale del Notariato e Normattiva, testi consultati il 23 settembre 2026.

Le persone vengono prima del contenuto

Il dettaglio che distingue il notaio è il primo oggetto dell’elenco. Non è riservato solo quello che il cliente racconta, ma il fatto stesso che sia passato dallo studio. Lo stesso articolo lo ribadisce: ricevere un atto non autorizza il notaio a renderne noti ai terzi «l’esistenza e il contenuto», salvo una richiesta espressa e specifica.

In pratica significa questo: una bozza ripulita di tutto tranne i nomi dei comparenti rivela già qualcosa che non potresti dire a voce. Chi vende, a chi, in quale mese. Il reato dell’articolo 622, con le sue pene, è analizzato per esteso nella scheda dedicata al segreto e agli assistenti.

Il dovere si estende ai collaboratori

L’ultimo comma dell’articolo 43 aggiunge che il notaio deve fare quanto necessario perché le stesse prescrizioni siano rispettate da dipendenti, collaboratori, praticanti e tirocinanti. È il notaio a rispondere di come lavora lo studio, non solo di come lavora lui.

Ed è un punto pratico, prima che teorico. In molti studi la bozza la imposta un collaboratore, non il notaio, partendo dalla visura, dall’atto di provenienza e dai documenti delle parti. È spesso quella persona ad avere l’assistente aperto nell’altra finestra, e la regola su che cosa si incolla va scritta per lei. Per metterla nero su bianco c’è un modello di policy sull’IA da adattare allo studio.

Che cosa diventa pubblico con l’atto, e che cosa no

C’è un’obiezione che nello studio si sente spesso: buona parte di quello che sta in una compravendita finisce comunque in registri pubblici. È vero, e proprio per questo conviene guardare il percorso con precisione, perché la pubblicità ha tempi e canali stabiliti dalla legge.

La legge notarile, all’articolo 62, obbliga a iscrivere ogni atto a repertorio entro il giorno successivo, con i nomi delle parti, il loro domicilio o la residenza, l’oggetto, il prezzo e, per gli immobili, la loro situazione. Ma il repertorio resta nello studio: l’articolo 67 riconosce al notaio, a lui solo, il diritto di permetterne l’ispezione e la lettura e di rilasciare copie degli atti ricevuti.

Notaio e segreto professionale: dalla bozza riservata ai registri pubblici Quattro tappe. La bozza, che conoscono solo lo studio e le parti. Il repertorio, che resta nello studio e si ispeziona solo con il permesso del notaio. La trascrizione nei registri immobiliari, di cui il conservatore dà copia a chiunque. Il catasto, consultabile da tutti. La bozza solo lo studio e le parti Il repertorio resta nello studio legge notarile, art. 67 La trascrizione copia a chiunque codice civile, art. 2673 Il catasto consultabile da tutti riservato pubblico per legge
Dove sta ogni informazione di una compravendita, prima e dopo la firma. Legge notarile e codice civile, testi vigenti

Dopo la stipula l’atto si trascrive, e da lì in avanti i registri immobiliari sono aperti: l’articolo 2673 del codice civile obbliga il conservatore a rilasciare copia delle trascrizioni «a chiunque ne fa richiesta». Le banche dati catastali, come vedremo fra poco, sono consultabili da tutti già oggi, prima ancora che l’atto esista.

Quello che la bozza contiene in più dei registri

La pubblicità legale ha un momento e un canale. La bozza arriva prima, quando la vendita può ancora saltare, e prenderebbe una strada che nessuna norma prevede: il server di un fornitore di servizi di IA. Contiene poi cose che nessun registro espone, dallo stato civile al nome del coniuge, dall’IBAN su cui passa il prezzo alle trattative che hanno portato a quel prezzo.

L’articolo 43 non fa eccezioni per le informazioni destinate prima o poi ai registri: parla di tutto ciò che il notaio apprende. Che un dato diventi consultabile fra un mese non autorizza a consegnarlo oggi a un terzo che la legge non prevede. E se invece del testo allegassi il file della bozza, partirebbe anche ciò che non vedi a schermo: ne parla la guida su cosa contiene un documento allegato a ChatGPT.

Non tutte le bozze pesano uguale: testamenti e atti di famiglia

La compravendita è l’esempio più comune, non il più delicato. Ci sono atti in cui il contenuto dice molto più dei nomi, e dove una bozza incollata per sbaglio racconta la vita di una famiglia intera. Conviene conoscerli prima, perché sono spesso quelli in cui un aiuto sulla forma farebbe più comodo.

Il testamento, il caso limite

Per gli atti di ultima volontà la legge notarile alza la protezione. L’articolo 61 impone di custodire i testamenti pubblici, prima della morte del testatore, in fascicoli distinti. L’articolo 67 aggiunge che finché il testatore è in vita il notaio non può permetterne l’ispezione né la lettura, né darne copia o estratti, se non al testatore stesso o a chi ha un suo mandato speciale in forma autentica.

Segreto del notaio e testamento: chi può leggere un atto e chi un testamento Due riquadri. Atto fra vivi: il notaio, lui solo, permette ispezione e lettura e rilascia le copie. Testamento, finché il testatore è in vita: nessuna ispezione, lettura o copia, se non per il testatore o per chi ha un suo mandato speciale in forma autentica. Atto fra vivi ispezione, lettura e copie le concede il notaio, lui solo Testamento, testatore in vita nessuna ispezione, lettura o copia, salvo testatore o suo mandatario Legge notarile, articolo 67
La protezione che la legge notarile dà agli atti fra vivi e, più forte, ai testamenti finché il testatore è in vita

Una bozza di testamento contiene esattamente quello che la legge vuole tenere chiuso: chi eredita, chi viene escluso, con quali quote. Anche senza un solo nome, la struttura della famiglia e il patrimonio descritto possono bastare a riconoscere il testatore in un paese o in un quartiere. Qui la domanda da fare all’assistente, se proprio serve, va posta in astratto.

Donazioni, convenzioni matrimoniali, procure

Donazioni e convenzioni matrimoniali parlano di rapporti fra parenti e di patrimoni. Una procura generale può spiegare perché una persona non è in grado di presentarsi, e a volte lo spiega con una condizione di salute. E i dati sulla salute ricadono nell’articolo 9 del GDPR, che ne vieta il trattamento se non nei casi elencati dalla norma stessa. Per la salute il Codice privacy aggiunge anche le misure di garanzia del Garante e il divieto di diffusione.

In questi atti il criterio della tabella più avanti non basta: anche senza identificativi resta la storia della famiglia, ed è proprio quella a identificare le persone. Per le altre professioni con lo stesso problema c’è la pagina dedicata ai commercialisti, che maneggiano ogni giorno patrimoni e situazioni familiari.

ChatGPT per il notaio: dove finisce la bozza incollata

Quando la bozza finisce in ChatGPT, Claude, Gemini o Copilot, il testo esce dallo studio e arriva ai server di chi fornisce il servizio. Per quanto tempo resta lì, chi può leggerlo e se serve ad addestrare i modelli dipende dal piano e dalle impostazioni, e cambia da un fornitore all’altro. Per ChatGPT, queste condizioni sono esaminate una per una nella scheda su OpenAI e la conservazione delle chat.

Sul piano della protezione dei dati, lo studio resta titolare del trattamento e il fornitore diventa, se il piano lo prevede, un responsabile con il contratto dell’articolo 28 del GDPR. Come orientarsi fra i piani dei vari fornitori lo trovi nella guida su quale IA si può usare con il GDPR. Per un notaio, però, quel contratto risponde alla domanda sulla protezione dei dati, non a quella sul segreto.

Supporto sì, direzione dell’atto no

Il testo di riferimento è la legge 132 del 2025, al suo articolo 13. Limita l’uso dell’IA nelle professioni intellettuali alle «attività strumentali e di supporto», facendo prevalere l’opera del professionista, e vuole che il cliente sappia quali sistemi si adoperano, spiegati «con linguaggio chiaro, semplice ed esaustivo». In una compravendita le parti davanti al notaio sono almeno due, e l’informazione riguarda ciascuna.

I Principi di deontologia tracciano un confine coerente con la legge. L’articolo 41 riserva esclusivamente al notaio, fra l’altro, l’indagine della volontà delle parti e «la direzione della compilazione dell’atto», anche quando l’atto nasce in forma digitale. Un assistente può proporre una clausola o controllare che le premesse tornino; decidere che cosa l’atto deve dire resta un compito personale.

Che cosa si può chiedere senza la bozza

Buona parte dell’aiuto che un assistente può dare in studio non richiede di incollare la pratica. Si chiede in astratto, con parole tue, e non si incolla nulla. La tabella mette a confronto quattro richieste tipiche.

Che cosa chiediServe il testo vero?Come procedere
confrontare due formulazioni di una clausolanochiedere in astratto
spiegare al cliente le agevolazioni prima casanochiedere in astratto
verificare che premesse e provenienza torninosìtogliere prima ciò che identifica
tradurre una procura per un comparente stranierosì, per interovalutare se farlo fuori dall’assistente

Fonte: esempi di questa guida.

La bozza vera diventa necessaria quando la domanda riguarda proprio quel testo: le premesse tornano con la provenienza? La descrizione del bene è coerente in tutti i punti? È lì che il problema del segreto si pone davvero, ed è lì che conviene togliere prima quello che identifica. Il resto della guida riguarda questo secondo caso.

Che cosa dice il notariato sull’intelligenza artificiale

Al 23 settembre 2026 i Principi di deontologia non nominano l’intelligenza artificiale. Abbiamo cercato la parola nel testo pubblicato dal Consiglio Nazionale, quello modificato con effetto dal 25 maggio 2026, e non compare nemmeno una volta. Il segreto si applica quindi con le regole di sempre, le stesse che valgono per una mail al geometra o una telefonata con la banca.

0
volte in cui i Principi di deontologia dei notai nominano l'intelligenza artificiale. Testo in vigore dal 25 maggio 2026

Qualcosa però si muove. Nel numero di giugno 2026 di Infonews, la rivista di Notartel, il consigliere nazionale Carlo Munafò, che coordina con altri due la commissione del Consiglio per l’informatica e l’intelligenza artificiale, racconta che la commissione ha già approvato un «Quadro prospettico sull’uso dell’intelligenza artificiale nell’attività notarile». Andrà integrato con linee guida deontologiche affidate a un’altra commissione. Pubblicato, noi non l’abbiamo trovato.

Le cautele proposte da Notartel

Più esplicito è un editoriale del dicembre 2025 di Giuseppe Mattera, vicepresidente di Notartel, la società informatica del notariato. Sui dati dei clienti scrive una frase che non lascia margini: «Non si può consentire l’utilizzo dei dati riservati dei clienti da parte delle società che sviluppano sistemi di IA».

Nel suo elenco di cautele, che propone di tradurre in norme deontologiche, ci sono misure rigide per la riservatezza, la verifica del notaio su ogni risultato e l’informazione ai clienti con la raccolta del loro consenso esplicito. È una proposta, non una regola in vigore: la legge chiede di informare, non di ottenere un consenso.

Ma indica che cosa si aspetta chi, dentro la categoria, segue questi strumenti. Come Nonimo si colloca rispetto a queste richieste è riassunto nella pagina per i notai.

Notai e intelligenza artificiale: le tappe dalla legge 132 al Quadro prospettico Linea del tempo. Ottobre 2025, entra in vigore la legge 132/2025. Dicembre 2025, editoriale di Giuseppe Mattera su Infonews Notartel. 25 maggio 2026, Principi di deontologia modificati, senza la parola intelligenza artificiale. Giugno 2026, Quadro prospettico approvato in commissione, non trovato pubblicato. ottobre 2025 legge 132/2025 in vigore dicembre 2025 editoriale Mattera, Infonews Notartel 25 maggio 2026 Principi modificati, senza la parola IA giugno 2026 Quadro prospettico, approvato in commissione
Le tappe citate in questa guida. Il cerchio vuoto è il Quadro prospettico, approvato in commissione ma non trovato pubblicato al 23 settembre 2026

I dati catastali sono dati personali?

Sì, quando l’immobile appartiene a una persona fisica. Il GDPR, all’articolo 4, considera personale ogni informazione riferita a una persona identificabile anche indirettamente, per esempio attraverso un identificativo. Foglio, mappale e subalterno identificano un bene, e il bene porta al suo intestatario in un passaggio solo.

Quel passaggio è aperto per scelta della legge. L’Agenzia delle Entrate scrive che le informazioni delle banche dati catastali sono pubbliche e che l’accesso è consentito a tutti, con l’eccezione delle planimetrie. E fra ciò che la visura permette di acquisire elenca, testualmente, i dati anagrafici delle persone, fisiche o giuridiche, intestatarie dei beni.

I dati catastali sono dati personali: dal foglio e mappale al nome dell'intestatario Tre riquadri collegati da frecce. Nella bozza: comune, foglio, mappale e subalterno. La visura per immobile, online e senza tributi anche per chi non è proprietario. Il risultato: i dati anagrafici dell'intestatario. Nella bozza comune, foglio, mappale e subalterno La visura per immobile, online e senza tributi anche se non è tuo Il risultato i dati anagrafici dell'intestatario Nessun nome nella bozza, e il nome si ritrova lo stesso
Perché i dati catastali di una persona fisica sono dati personali. Agenzia delle Entrate, schede sulla visura catastale

La visura di un immobile che non è tuo

Non serve esserne proprietari. Il servizio online dell’Agenzia rilascia in esenzione dai tributi anche le visure su immobili di cui chi le chiede non risulta titolare, e la ricerca per immobile si fa indicando il comune, il foglio, la particella e l’eventuale subalterno. Chi legge una bozza con foglio 12, mappale 345, subalterno 6 e il nome del comune ha già tutto quello che il modulo chiede.

Anche il Garante, in un parere del 22 maggio 2018 su un’istanza di accesso civico, ha elencato l’indicazione dei dati catastali accanto ai dati anagrafici e alla titolarità dell’immobile, fra le informazioni personali che un titolo edilizio può contenere. Il punto è noto da tempo, eppure dentro una bozza nessuno lo guarda come un dato da proteggere.

Il codice del comune è già nel codice fiscale

Un dettaglio che pochi notano. Secondo la stessa Agenzia, il codice catastale di un comune è di quattro caratteri, e coincide con quelli che compaiono nel codice fiscale dal dodicesimo al quindicesimo. Per chi è nato in Italia, il codice fiscale dice quindi anche il comune di nascita, e chi lo lascia in chiaro lascia in chiaro pure quello. L’elenco dei codici italiani che il motore di Nonimo sa riconoscere sta nella sezione della home sui dati coperti.

Che cosa togliere dalla bozza prima di usare l’IA

Una bozza di compravendita ha una struttura che ogni studio conosce a memoria, e questo permette di ragionare riga per riga. La tabella segue l’ordine di una bozza tipica, dall’intestazione al prezzo.

Nella bozzaPerché identificaPrima di incollare
nome, cognome e codice fiscale delle partiidentificano in modo direttosegnaposto, sempre uguale per la stessa persona
luogo e data di nascita, residenzarestringono a pochissime personetogliere, o ridurre alla provincia
stato civile, regime e coniugenominano un terzo e la sua situazionetogliere il coniuge; il regime solo se serve
foglio, mappale, subalternouna visura porta all’intestatariotogliere sempre, e scrivere «l’immobile»
rendita, categoria, indirizzo del benerestringono a un solo immobilegeneralizzare
prezzo e IBANdati economici delle partitogliere l’IBAN; il prezzo se non serve
repertorio, raccolta, provenienzacollegano agli atti dello studio e ai registritogliere

Fonte: struttura di una bozza di compravendita; elaborazione di questa guida.

La colonna di destra ha un criterio comune: lasciare solo quello che serve alla domanda. Per riscrivere la clausola sulla garanzia per evizione, all’assistente non servono il foglio né il nome di chi vende. È la minimizzazione dell’articolo 5 del GDPR applicata a un atto, e spesso da sola risolve il problema.

Quando togli a mano, scegli segnaposto che dicano il ruolo: «la parte venditrice», «la parte acquirente», «il coniuge». L’assistente segue meglio un testo in cui i ruoli restano chiari, e la risposta si riporta sulla bozza senza confusione. Una persona, un segnaposto, dall’intestazione fino all’ultima clausola; e l’elenco di chi è chi resta in studio, mai nella chat.

Tre domande prima di incollare

  1. La domanda ha bisogno della pratica? Molte no. Una formula, un termine, il confronto fra due versioni di una clausola si chiedono in astratto, senza la bozza.
  2. Che cosa resta dopo aver tolto i nomi? Se restano dati catastali, estremi di una trascrizione o un indirizzo, la persona si ritrova con una visura o con un’ispezione nei registri.
  3. Chi incolla, e dove resta scritto? Il collaboratore deve sapere che cosa togliere, e una riga nel fascicolo ricorda quale sistema è stato usato, così le parti si possono informare.

Gli avvocati si trovano davanti allo stesso problema con un codice deontologico diverso e la medesima legge 132: la loro versione è sulla pagina per gli studi legali.

Informare le parti: che cosa scrivere, e quando

La legge 132 del 2025 dice perché l’informazione è dovuta: per assicurare il rapporto fiduciario fra professionista e cliente. Non dice in quale momento né in quale forma. Nello studio notarile un momento naturale esiste già, ed è il preventivo scritto che l’articolo 37 dei Principi di deontologia chiede di rilasciare prima del conferimento dell’incarico, anche per email.

Poche righe bastano, se dicono le cose giuste. Quale sistema usa lo studio, per quali attività di supporto, e che cosa viene tolto dal testo prima che lo raggiunga. Chi legge deve capire che l’atto lo dirige il notaio, e che i suoi dati non partono così come sono. Chi preferisce partire da un modello trova quelli degli Ordini messi a confronto, con il rinvio sbagliato da correggere, nella guida sull’informativa sull’IA per i clienti dello studio.

Nell’informativaUn esempio di formulazione
quale sistema«lo studio usa un assistente di intelligenza artificiale generico»
per che cosa«solo per rivedere la forma di clausole e premesse»
che cosa parte«nomi, codici fiscali e dati catastali vengono tolti prima»
chi decide«il contenuto dell’atto resta stabilito dal notaio»

Fonte: legge 132/2025, articolo 13, comma 2; formulazioni di esempio di questa guida, da adattare.

Se una parte non è d’accordo

La legge chiede di informare, non di ottenere un permesso. Ma in una compravendita le parti sono spesso due persone che non si conoscono, e il notaio deve restare imparziale verso tutte e due. Se una delle due chiede che la sua pratica non passi da un assistente, la strada più semplice è non usarlo per quella pratica, e annotarlo nel fascicolo.

In uno studio con più collaboratori, la regola va scritta una volta sola e vale per tutti. Se in studio le postazioni sono diverse, la pagina per le organizzazioni spiega come l’IT distribuisce l’estensione via policy e che cosa arriva al pannello.

Una bozza di compravendita passata da Nonimo 0.2.8

Qui sotto c’è l’estratto di una bozza inventata, fatta passare dal motore di Nonimo 0.2.8, impostato sull’italiano. Nessuna delle persone esiste, il codice fiscale e i dati catastali sono inventati, l’IBAN è un numero dimostrativo di formato italiano.

PRIMA                                 DOPO (Nonimo 0.2.8)
Repertorio n. 48213                   Repertorio n. [RIFERIMENTO_1]
Raccolta n. 17904                     Raccolta n. [RIFERIMENTO_2]
Il signor Luca Bianchi,               Il signor [PERSONA_1],
nato a Treviso il 12/03/1971,         nato a [PERSONA_2] il 12/03/1971,
codice fiscale BNCLCU71C12L407X,      codice fiscale [RIFERIMENTO_3],
residente in via dei Mille n. 14,     residente in [INDIRIZZO_1],
vende l'unità immobiliare censita     vende l'unità immobiliare censita
al foglio 12, mappale 345, sub. 6,    al foglio 12, mappale 345, sub. 6,
rendita catastale euro 710,13.        rendita catastale euro 710,13.
Prezzo euro 238.000,00, con bonifico  Prezzo euro 238.000,00, con bonifico
su IBAN IT60X0542811101000000123456.  su IBAN [IBAN_1].

L’IBAN cambia in silenzio, perché la cifra di controllo lo conferma; il resto sotto i tuoi occhi, ogni voce con la sua ragione, e un clic rimette il valore originale. Per vedere la sequenza in movimento, su documenti diversi da questo, c’è il video dimostrativo della home.

Il rigo del catasto, invece, esce come è entrato: nella 0.2.8 foglio, mappale e subalterno si tolgono a mano. Gli altri limiti del motore sono nella pagina sulla sicurezza.

Che cosa fa Nonimo sulla bozza, e che cosa resta al notaio

Nonimo si installa sul computer dello studio, Mac o Windows. Selezioni il passaggio che ti serve, usi la scorciatoia da tastiera, e al posto dei dati riconosciuti compaiono delle etichette. Con la risposta dell’assistente si fa il giro inverso: stessa scorciatoia, e le etichette tornano nomi e numeri. L’abbinamento resta cifrato in locale, e le condizioni d’uso sono sulla pagina della licenza.

Se in studio l’IA si usa solo per domande in astratto, un programma non serve, basta l’abitudine di non incollare le pratiche. Ha senso quando le bozze vere passano per più mani ogni giorno: in quel caso lo scarichi dalla home e lo provi su un testo di fantasia. Che cosa non succede mai è elencato sulla pagina iniziale.

In sintesi: notaio e segreto professionale davanti all’IA

L’IA non cambia la regola di fondo: il segreto non aspetta la firma. Copre le persone, il contenuto e ogni notizia appresa, e l’articolo 43 dei Principi di deontologia chiede al notaio di farlo rispettare anche ai collaboratori. L’IA si può usare come supporto, informandone le parti, purché la bozza che parte non dica chi sono.

E dire chi sono non richiede un nome. Il codice fiscale porta con sé il comune di nascita di chi è nato in Italia, e foglio, mappale e subalterno portano a una visura con i dati dell’intestatario. Togliere i nomi e lasciare il catasto significa aver fatto metà del lavoro.

Questa guida dà un quadro generale e non sostituisce un parere: per il tuo studio la parola spetta al Consiglio notarile del distretto o a un collega esperto. E per farti un’idea del motore senza installare nulla, il video della home non richiede alcuna registrazione.

Fonti

Tutte verificate il 23 settembre 2026.

Nonimo è il software che lo fa sul tuo computer: maschera i nomi dei clienti e i codici prima che il testo arrivi a ChatGPT . Senza account, e i dati dei tuoi clienti non escono dalla tua macchina.

Domande frequenti

Che cosa copre il segreto professionale del notaio?

Le persone che si rivolgono allo studio, il contenuto della prestazione e tutto ciò che il notaio apprende lavorando. Il segreto professionale del notaio è disciplinato dall'articolo 43 dei Principi di deontologia, in vigore dal 2025, ed è presidiato dall'articolo 622 del codice penale. Vale anche per la bozza non ancora firmata. Nonimo aiuta sul lato tecnico: prima che la bozza raggiunga un assistente, sostituisce in locale i dati che riconosce.

Si può usare ChatGPT su una bozza d'atto notarile?

Sì, come supporto. Nella legge 132 del 2025, l'articolo 13 tiene l'IA in un ruolo di ausilio, con il lavoro del notaio che deve restare prevalente, e obbliga ad avvisarne il cliente. La direzione della compilazione dell'atto resta riservata al notaio dall'articolo 41 dei Principi di deontologia. Prima di incollare conviene togliere ciò che identifica le parti; Nonimo sostituisce nomi, codici fiscali e IBAN, ma non ancora i dati catastali.

I dati catastali sono dati personali?

Sì, quando l'immobile appartiene a una persona fisica. Il GDPR considera personale un'informazione che identifica qualcuno anche indirettamente, e con foglio, mappale e subalterno chiunque può chiedere online, anche senza pagare tributi, una visura che riporta i dati anagrafici dell'intestatario. Lo dice l'Agenzia delle Entrate. Nella versione 0.2.8 Nonimo lascia in chiaro i dati catastali: vanno tolti a mano prima di incollare la bozza.

Se l'atto viene trascritto, il segreto non vale più?

La trascrizione rende consultabili i registri immobiliari, e l'articolo 2673 del codice civile obbliga il conservatore a rilasciarne copia a chiunque. Ma la bozza arriva prima e contiene più dei registri: stato civile, nome del coniuge, IBAN, trattative. L'articolo 43 dei Principi di deontologia non esclude le informazioni destinate a diventare pubbliche. Nonimo lavora proprio su quella fase: la bozza, prima che lasci lo studio.

Il notaio deve dire alle parti che usa l'intelligenza artificiale?

Sì, lo impone la legge 132 del 2025 al suo articolo 13: chi riceve la prestazione va avvisato, in termini comprensibili e completi, di quali strumenti di IA lo studio adopera. In una compravendita le parti sono almeno due. Togliere i dati dalla bozza non esonera da questo dovere: cambia solo quanto lascia lo studio. Nonimo non produce un documento da consegnare alle parti: l'informativa resta da scrivere.

Il Consiglio Nazionale del Notariato ha linee guida sull'IA?

Una commissione del Consiglio ha approvato un «Quadro prospettico sull'uso dell'intelligenza artificiale nell'attività notarile», come ha spiegato il consigliere Carlo Munafò su Infonews nel giugno 2026, da integrare con linee guida deontologiche affidate a un'altra commissione. Al 23 settembre 2026 non l'abbiamo trovato pubblicato, e i Principi di deontologia non nominano l'IA. Nonimo non sostituisce queste regole: copre dati, non decisioni.

Il segreto vale anche per i collaboratori dello studio?

Sì. L'articolo 43 dei Principi di deontologia obbliga il notaio a fare quanto necessario perché segreto e riservatezza siano rispettati da dipendenti, collaboratori, praticanti e tirocinanti. Se è un collaboratore a incollare la bozza in un assistente, ne risponde anche il notaio. Nonimo si installa sulla postazione di chi prepara la bozza e funziona lì come sul computer del notaio. Per lo studio intero l'IT distribuisce via policy l'estensione del browser, e nel pannello il notaio vede solo i conteggi per categoria, mai il testo.

Nonimo copre foglio, mappale e subalterno?

Non nella versione 0.2.8. Sulla bozza di esempio di questa guida il rigo catastale e la rendita sono usciti identici a come erano entrati, mentre repertorio, raccolta, nome, codice fiscale, indirizzo e IBAN sono stati sostituiti. Una categoria dedicata ai dati catastali italiani è nel programma di sviluppo. Finché non arriva, togli i dati catastali prima di incollare o scrivi soltanto «l'immobile».

Che cosa succede alla formula «nato a … il …» di un atto?

Nelle nostre prove con la versione 0.2.8, in «nato a Treviso il 12/03/1971» il comune viene coperto, ma con l'etichetta di persona, e la data di nascita resta leggibile. La data viene sostituita quando la precede direttamente «nato il». Per questo le righe dei comparenti vanno sempre rilette prima dell'invio. Nonimo mostra a schermo ogni sostituzione incerta, quindi l'errore di etichetta si vede subito.